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Addio all’embargo su petrolio e oro, Bruxelles ripristina accordo di cooperazione con la Siria

Con una decisione storica adottata oggi a Bruxelles, il Consiglio dell’Unione europea ha sancito il ripristino integrale dell’Accordo di Cooperazione Ue-Siria, ponendo fine a una sospensione parziale che durava dal 2011. Questo atto formale non è solo un passaggio burocratico: rappresenta la riapertura dei canali commerciali e il segnale politico più forte inviato dall’Europa dopo la caduta del regime di Assad nel dicembre 2024.

Addio all’embargo su petrolio e oro

A cambiare i rapporti di forza nel Mediterraneo arriva l’abrogazione della decisione 2011/523/Ue. Reinstaurando la piena applicazione dell’accordo concluso originariamente nel 1977, Bruxelles ha rimosso le restrizioni quantitative che per quindici anni hanno bloccato le esportazioni siriane verso il continente.

Con questo atto, tornano a essere applicabili le preferenze commerciali per settori vitali dell’economia siriana, inclusi il petrolio e i prodotti petroliferi, ma anche l’oro, i metalli preziosi e i diamanti. Per il Consiglio, le condizioni che avevano giustificato il blocco, cioè le gravi violazioni dei diritti umani da parte del precedente regime, non sono più presenti, rendendo la normalizzazione dei rapporti coerente con il sostegno alla transizione pacifica e inclusiva in corso nel Paese.

Dalla crisi alla partnership: il Forum di Bruxelles

Parallelamente alla decisione legale del Consiglio, la Commissione europea e le Autorità Transitorie Siriane hanno ospitato oggi il Syria Partnership Coordination Forum. L’evento, co-presieduto dalla Commissaria per il Mediterraneo Dubravka Šuica e dal ministro degli Esteri siriano Asaad Hassan al-Shaibani, ha avuto l’obiettivo di allineare gli sforzi internazionali alle priorità di ripresa definite da Damasco.

Questo incontro, insieme al primo Dialogo Politico di Alto Livello Ue-Siria, segna un cambio di paradigma strategico: il passaggio definitivo dalla “risposta alla crisi” a una partnership a lungo termine basata su una visione condivisa di stabilità e prosperità.

Ricostruire lo Stato

L’Europa ha compreso che la ripresa economica non può prescindere da istituzioni solide. Per questo, l’Ue sta istituendo un ‘Technical Assistance Hub’ da 15 milioni di euro, iniziativa faro del progetto Team Europe. Questo centro fungerà da punto di accesso per le autorità siriane per attingere all’esperienza tecnica europea e dei partner internazionali. L’obiettivo è duplice: da un lato, rafforzare le capacità delle istituzioni pubbliche siriane; dall’altro, migliorare l’erogazione dei servizi essenziali, come acqua, elettricità e istruzione, favorendo una ripresa socio-economica sostenibile.

Inoltre, Bruxelles e Damasco hanno concordato di esplorare nuove vie per stimolare la crescita del settore privato, migliorare il clima imprenditoriale e facilitare l’accesso al credito.

Salute e infrastrutture

Uno dei simboli più tangibili di questa nuova fase è la riabilitazione dell’ospedale Al-Rastan a Homs, per la quale la Commissaria Šuica ha annunciato un contributo di 14 milioni di euro. L’iniziativa si inserisce in un più ampio piano d’azione sulla salute (Team Europe Initiative on Health), volto a ripristinare le infrastrutture ospedaliere chiave del Paese per garantire nuovamente ai cittadini l’accesso a cure di qualità.

Questi interventi fanno parte di un pacchetto di recupero socio-economico da 175 milioni di euro annunciato già nel giugno 2025, a cui si aggiungeranno altri 280 milioni attualmente in fase di elaborazione per il biennio 2026-2027.

I numeri dell’impegno per la Siria

Per comprendere l’entità dello sforzo europeo, è necessario guardare ai volumi finanziari mobilitati e alle tappe politiche recenti. Si configura in 41 miliardi di euro il totale dell’assistenza umanitaria, di sviluppo e stabilizzazione fornita dall’Ue e dai suoi Stati membri dal 2011 ad oggi, confermando l’Unione come il principale donatore globale. A questi si aggiungono 620 milioni di euro per il nuovo pacchetto per il 2026-2027 che fonde assistenza umanitaria e programmi di ripresa socio-economica. Oggi: la revoca di tutte le restanti sanzioni economiche (mantenendo solo quelle per motivi di sicurezza), prepara il terreno per il ripristino dell’accordo commerciale odierno.

Una nuova era nel Mediterraneo

La visita a Damasco della presidente della Commissione Ursula von der Leyen e del presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa nel gennaio 2026 aveva già tracciato la rotta. La visione è quella di una Siria pienamente reintegrata nello spazio Euro-Mediterraneo, sostenuta anche attraverso il coinvolgimento in iniziative sotto l’egida del Patto per il Mediterraneo.

Come dichiarato dalla Commissaria Šuica, oggi è il tempo di “mettere le aspirazioni del popolo siriano al centro del futuro del Paese”. Il ripristino dell’Accordo di Cooperazione non è solo un atto di fiducia, ma lo strumento legale che permette alla Siria di tornare a camminare con le proprie gambe nel mercato globale, sotto l’egida di una pace che l’Europa si impegna a rendere irreversibile.

Fatti

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

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