Italia ultima in Europa per tasso di occupazione con il 67.6%, a fronte di un dato Ue pari a 76.1%.
Non solo.
Italia in fondo alla classifica europea anche per quanto concerne l’occupazione femminile.
Ed è il gap di genere occupazionale il dato più eclatante, al negativo, del lavoro in Italia.
E’ quanto emerge dall’ultimo report Eurostat con i dati appena aggiornati, aprile 2026, che fotografano l’occupazione Ue 2025 relativamente alla fascia di età compresa tra 20 e 64 anni.
Si pensi che in Italia le donne che lavorano tra i 20 e i 64 anni sono il 58%, a fronte di un tasso di occupazione femminile Ue del 71,3%.
E il dato occupazionale femminile in Italia crolla al 53.8% tra i 15 e i 64 anni di età, vale a dire lavora poco più di una donna su due. Mentre in Ue lavora il 66.6% delle donne tra 15 e 64 anni di età.
Mentre il tasso di occupazione maschile in Italia è 77.1% nella fascia di età 20-64 anni, a fronte di 80.9% UE.
Sempre in Italia, lavora il 71.2% degli uomini tra 15 e 64 anni, a fronte del 75.4% UE.
E’ evidente il divario di genere occupazione in Italia.
Traducendo in numeri, relaziona Eurostat, nel 2025 il 76.1% della popolazione Ue tra i 20 e i 64 anni era occupato, la percentuale più alta registrata dall’inizio della serie storica nel 2009.
Ad avere il tasso più basso di occupazione dunque l’Italia con il 67.6%, ultima dietro a Romania, 69%, e Grecia, 71%. I tassi di occupazione più elevati a Malta, 83.6%, nei Paesi Bassi, 83.4%, e nella Repubblica Ceca, 82.9%.
In UE, il tasso di occupazione femminile 2025 tra 20 e 64 anni si attesta al 71,3%, con i valori più elevati registrati in Estonia (81.4%), Lituania (80.3%) e Svezia (79.8%).
La percentuale più bassa di occupazione femminile dunque si registra ancora in Italia, 58%, saldamente ultima dietro a Romania, 59.5%, e Grecia, 62.3%.
Il tasso di occupazione maschile UE 2025 si attesta a 80.9%. In Italia è 77.1%.
I tassi più elevati di occupazione maschile sono stati registrati a Malta (89.1%), nella Repubblica Ceca (88.2%) e nei Paesi Bassi (87.2%). Mentre i tassi più bassi sono stati osservati in Belgio (76.4%), Croazia (76.8%) e Finlandia (77,0%).
I maggiori divari occupazionali di genere, spiega la relazione, sono stati osservati in Italia, Romania e Grecia.
Il divario occupazionale di genere è relativamente ridotto in Estonia, Finlandia e Lettonia, con differenze di circa 2 punti percentuali.



