PISTOIA – Credevano di aver trovato la vittima perfetta a cui estorcere migliaia di euro con la classica tecnica del finto incidente, ma non avevano fatto i conti con un dettaglio decisivo: l’uomo preso di mira non ha figli. È fallita così, con le manette ai polsi, la trasferta criminale di due persone originarie del Napoletano, bloccate ieri pomeriggio nella frazione pistoiese di Bottegone.
L’episodio ha avuto inizio intorno alle ore 15,30. Un residente di 63 anni ha risposto al telefono fisso di casa, trovandosi a parlare con un individuo che si è spacciato per un carabiniere. Il sedicente militare gli ha prospettato uno scenario drammatico, sostenendo che il figlio dell’uomo avesse causato un gravissimo incidente stradale con feriti. Per evitare immediate ripercussioni legali, la richiesta è stata perentoria: bisognava consegnare almeno 4.500 euro in contanti o in gioielli a un incaricato che sarebbe passato a breve dall’abitazione. Per aumentare la pressione psicologica, il truffatore ha persino aggiunto che era stato il figlio stesso a indicare la presenza dei valori in casa.
L’assenza di figli ha fatto capire immediatamente al 63enne di essere finito nel mirino dei truffatori. Mantenendo grande freddezza, ha tenuto l’interlocutore in linea sul telefono fisso e, contemporaneamente, ha utilizzato il proprio cellulare per avvisare la Centrale Operativa del 112.
La macchina dei soccorsi si è mossa con estrema rapidità. I militari della Sezione Radiomobile della Compagnia di Pistoia, supportati dai colleghi della Stazione di Agliana, hanno predisposto un appostamento silenzioso sia all’interno che all’esterno della casa. L’attesa è durata poco: nei pressi dell’immobile le pattuglie hanno intercettato un Suv Nissan Qashqai, risultato poi noleggiato presso una ditta di Striano, in provincia di Napoli.
A bordo c’erano i due sospettati: un uomo classe 1985, con precedenti penali specifici, e una donna del 1992. La perquisizione sul posto ha portato al sequestro di tre telefoni cellulari, di alcuni capi di abbigliamento mimetico di tipo militare e di una ‘Carta Esercito’ intestata alla donna. Quest’ultima ha tentato di giustificare il documento affermando di utilizzarlo per l’accesso ai circoli militari.
I due sono stati arrestati in flagranza con l’accusa di tentata truffa aggravata in concorso. L’Autorità Giudiziaria ha disposto per l’uomo il trasferimento nel carcere di Pistoia, mentre la complice è stata portata nel penitenziario fiorentino di Sollicciano. Il Suv è stato affidato al Soccorso Aci locale, mentre tutto il materiale rinvenuto è finito a disposizione dell’Ufficio Corpi di Reato del Tribunale pistoiese.
L’arresto rappresenta il culmine di una giornata di alta tensione in città. Nelle ore precedenti, infatti, il centralino dell’Arma aveva registrato numerose segnalazioni relative a tentativi di frode del tutto simili, nessuno dei quali andato a segno grazie alla prontezza dei cittadini, oltre ad avvistamenti sospetti di persone in abiti mimetici nell’area urbana. L’episodio conferma l’efficacia delle campagne informative promosse sul territorio, con le quali le forze dell’ordine ricordano costantemente che nessun militare o agente chiederà mai la consegna di denaro o gioielli a domicilio.



