PRATO – Una vicenda dai contorni agghiaccianti e segnata da profondi rancori familiari si è consumata all’interno delle mura domestiche, portando all’arresto di un uomo con accuse pesantissime che vanno dal tentato omicidio al presunto avvelenamento della coniuge. Il Giudice per le indagini preliminari, accogliendo in pieno la richiesta della procura, ha infatti emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un cittadino italiano, ritenuto responsabile di aver tentato di uccidere il compagno della propria figlia.
L’aggressione, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, è avvenuta nel corso di una drammatica lite: l’uomo ha impugnato un coltello a lama pieghevole lungo sette centimetri e ha sferrato un fendente mirato, colpendo la vittima al lato destro del collo. Un colpo ravvicinato e potenzialmente letale che ha provocato al giovane una profonda lesione da taglio nella delicata regione cervicale. Trasportato d’urgenza in ospedale, per l’uomo i medici avevano stabilito inizialmente una prognosi di trenta giorni, successivamente mutata in prognosi riservata a causa della gravità della ferita.
Ma il quadro investigativo emerso attorno all’indagato si è rivelato ancora più inquietante con il prosieguo degli accertamenti. Oltre al tentato omicidio del giovane, l’uomo è adesso pesantemente accusato di aver avvelenato la moglie, una donna affetta da una grave malattia. Secondo quanto emerso dall’attività d’indagine delle forze dell’ordine, l’intero scenario criminoso sarebbe maturato e precipitato a causa di un contesto di fortissima acredine, tensioni continue e risentimenti covati dall’arrestato nei confronti dei suoi due figli e dei rispettivi nuclei familiari.
L’uomo si trova adesso recluso in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria, mentre proseguono gli accertamenti per definire ogni dettaglio di questa drammatica storia.



