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I sindaci applaudono Biffoni, l’addio del presidente Anci Toscana

A Campiglia Marittima ultima assemblea Anci Toscana. Matteo Biffoni, sindaco di Prato, chiude il suo doppio mandato: "Un viaggio senza respiro. Dieci anni fantastici. Grazie dal profondo del mio cuore"

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PRATO – I sindaci applaudono Biffoni, l’addio del presidente Anci Toscana.

I sindaci applaudono Biffoni, un lunghissimo, affettuoso applauso ha salutato all’assemblea dei sindaci di Anci Toscana la relazione di Matteo Biffoni, sindaco di Prato, ultima da presidente Anci Toscana.

Matteo Biffoni è arrivato al termine del suo percorso di sindaco dopo due mandati.

Biffoni: “Questi ultimi cinque anni, passati così velocemente, sono stati per me e per Anci Toscana un viaggio senza respiro attraverso momenti difficili, grandi soddisfazioni, nuove sfide, importanti conferme, visioni per il futuro. La strada fatta insieme, con il contributo di tutti, ha portato la nostra associazione ad essere un punto di riferimento imprescindibile non solo per i sindaci e gli amministratori, ma per le istituzioni, gli stakeholders, gli stessi cittadini”.

Poi Biffoni” :Basta ricordare poche parole per dare in senso del nostro lavori in questi anni: il buio del Covid, la sfida del PNRR il rapporto tra città e aree interne, l’impegno per i progetti europei, per i servizi ecosistemici, per la montagna e l’agricoltura, per il turismo, per la formazione; tutto accompagnato da decine di eventi di approfondimento sul territorio, comprese le assemblee e i direttivi itineranti.

Penso all’assemblea del 2020 che tenemmo in videoconferenza, ma non per questo meno partecipata. Il Covid imperversava ma c’era comunque da guardare al futuro: si decise di elaborare un documento da inviare ai candidati alle elezioni regionali che si sarebbero tenute di lì a poco. Un’iniziativa importante, che già metteva nero su bianco quelle che sarebbero state le strategie di AnciToscana negli anni a venire, per portare la voce dei Comuni sempre più forte e al centro delle agende isituzionali. Si chiedeva la condivisione degli obiettivi prioritari su temi quali  la programmazione europea, la pianificazione strategica di area vasta, la gestione associata dei servizi pubblici locali a rilevanza economica, la diffusione sul territorio dei servizi ai cittadini”.

Prosegue Biffoni:”Da allora, non tutto ciò che chiedevamo ha avuto risposta,inutile nascondere che le criticità restano. Ma voglio dire anche che la relazione con la Regione, sia Giunta che Consiglio, in questi anni si è fatta più paritaria e fruttuosa, e abbiamo collaborato concretamente su argomenti importanti per le amministrazioni e i cittadini: penso ad esempio al tema della digitalizzazione, alle politiche per la montagna, al turismo. Tutti noi conosciamo i punti digitale facile che si stanno diffondendo sul territorio o il progetto per l’uso e il supporto dei droni, o i bandi per i Comuni montani con le risorse del Fesr, o ancora lo straordinario successo del percorso nei territori di Ambitour, o la nascita della Fondazione Alessia Ballini per la formazione dei giovani amministratori.

E sono solo alcuni esempi di una collaborazione che per la nostra struttura è fondamentale, a prescindere da ogni colore politico. Anche perché tutti noi sappiamo bene che il lavoro di Anci, a livello nazionale e regionale, per essere efficace e condiviso non può e non deve avere colore politico. E credo che lo abbiamo dimostrato.

Penso all’assemblea del 2021, quando si cominciava a intravedere la luce in fondo al tunnel della pandemia: ci ritrovammo al Museo del Novecento ancora tutti un po’ smarriti, distanziati, con le mascherine, ma con una gran voglia di ripartire insieme. In quei lunghi mesi così drammatici, so di non esagerare dicendo che Anci Toscana è stata un punto di riferimento costante e sicuro, sempre a stretto contatto con i sindaci, 24 ore su 24, per rispondere ai bisogni delle amministrazioni e dei cittadini, mai come allora bisognosi di certezze.

Ancora oggi tutti voi ricorderete le famose ‘schede’ che si pubblicavano sui social, per tenere costantemente aggiornati sulle novità a volte vorticose su regole e norme per la pandemia. O le campagne per la vaccinazione sui social con  noi sindaci o con i titoli dei film famosi ‘reinterpretati’ per l’occasione. Oggi sembra tutto già lontano, ma in quei mesi così complessi abbiamo scoperto un patrimonio di umanità e senso di appartenenza che non dobbiamo assolutamente dimenticare.

E mentre si cominciava ad uscire faticosamente dalla pandemia, un altro tema diventava prioritario per tutti noi: quello del PNRR, che è stato anche al centro della nostra assemblea di Lucca nel 2022. Croce e delizia per tutti i sindaci, grande opportunità che tuttora porta con sé questioni irrisolte, il PNRR ha catalizzato energie e preoccupazioni di Comuni grandi e piccoli. Inutile ricordarvi le richieste, gli appelli, le prese posizione di Anci anche a livello nazionale per far sì che i Comuni fossero messi nelle condizioni di portare a termine i progetti. Su molti aspetti abbiamo ottenuto risultati, su altri fronti siamo ancora in difficoltà”.

Quindi: “Ma ancora una volta, i sindaci hanno dimostrato responsabilità, capacità e spirito di squadra. Abbiamo combattuto e vinto la battaglia perché fossero reintegrati i 10 miliardi del Piano destinati ai Comuni e spostati su altri settori. Le procedure semplificate che avevamo conquistato rimarranno le stesse anche per i progetti ora tornati sotto il finanziamento ordinario, e rimarrano gli stessi anche i ministeri competenti, evitando così di dover rifare e duplicare iter burocratici già completati, così come il sistema di rendicontazione.

Abbiamo anche ottenuto una norma che chiedevamo da tempo, cioè la possibilità che i sindaci vengano nominati commissari speciali per la realizzazione di opere eventualmente in ritardo. A livello nazionale, i Comuni hanno fatto un lavoro straordinario: abbiamo effettuato 230 mila gare per un valore di 32,7 miliardi di euro, 12 dei quali già aggiudicati. I pagamenti per investimenti comunali sono passati da 11,4 miliardi del 2022 a ben 16 miliardi di euro nel 2023. Un incremento senza precedenti.

E in Toscana, la media dei progetti avviati è di 14 per ogni Comune, quando la media nazionale è di 12; i Comuni attuano il 60% dei progetti allocati e sono impegnati a spendere circa il 58% delle risorse, ovvero oltre un miliardo di euro. Ed oltre il 60% dei progetti coinvolge enti locali con popolazione inferiore ai 10mila abitanti. Sono numeri e conquiste importanti e le rivendichiamo: ancora una volta, i Comuni hanno confermato di essere gli enti pubblici più efficaci ed efficienti nella realizzazione di opere pubbliche utili ai cittadini e ai territori. Anche se tutti i municipi continuano a soffrire per carenza di personale e di risorse, in particolare quelli più piccoli e meno strutturati. Per loro Anci Toscana ha organizzato una task force che si è  messa al lavoro fin da subito per offrire supporto e informazioni, che continua a lavorare a pieno ritmo.

I progetti del Pnrr sono e saranno fondamentali per i nostri territori, ma certo non risolvono tutte le questioni aperte. In particolare ce n’è una che per me è importantissima, e che negli ultimi due anni non nascondo sia stata prioritaria nel mio lavoro di presidente: quella del rapporto tra città e aree interne, tra Comuni grandi e Comuni piccoli”.

“In questi anni, ho voluto girare per tutti i territori della Toscana, andando ad incontrare i sindaci per capire sul posto esigenze e problemi delle aree più lontane dalle città.  E ho capito una cosa vitale per il futuro di tutta la Regione, non solo per i piccoli centri ma anche per quelli più grandi: se non tuteliamo le aree interne, se non  cambiamo il rapporto tra grandi e piccoli, se non cambiano la visione del futuro andremo tutti in difficoltà. Come ho detto più volte, dobbiamo riequilibrare le forze. I grandi Comuni devono cedere un po’ di sovranità e di risorse nell’interesse reciproco.

L’obiettivo è fare in modo che chi vive e lavora nelle aree interne abbia tutte le condizioni per restare, o magari tornare; e per questo ci voglio servizi e risorse. Solo così possiamo contrastare lo spopolamento e impedire la crescita di una ormai insostenibile pressione nelle grandi città. E’ una sfida difficile, ma abbiamo avviato un lavoro importante che già ha cominciato a dare i primi frutti, a partire dalla bellissima assemblea che abbiamo tenuto all’Autodromo del Mugello nel 2023.

Su questo tema stiamo lavorando su due fronti. Da un lato l’impegno condiviso con la Regione con la Strategia delle aree interne, che presto assegnerà i fondi statali e che ci vede coinvolti in prima fila nel supporto ai 115 Comuni coinvolti. Dall’altro lato, ed è forse la battaglia più difficile, il lavoro sul tema dei servizi ecosistemici, che ritengo una sorta di chiave di volta per cambiare la prospettiva del rapporto grandi-piccoli. Basta pensare ai  servizi ecosistemici come la risorsa idrica o le foreste, ricchezze dei piccoli centri che servono anche alle grandi aree urbane. Chi vive nelle città di fatto dipende dai territori interni e montani per l’approvvigionamento alimentare, l’utilizzo dei suoli, l’energia, le risorse idriche, l’aria pulita, le materie prime. ma un rapporto a una sola direzione che va ripensato.

E come posso dimenticare l’assemblea a Capraia dell’anno scorso, dove siamo stati accolti con un calore ed un entusiasmo che mi è rimasto nel cuore. Organizzare la nostra assise nell’isola è stata una scelta meditata ma non certo facile, viste le indubbie difficoltà logistiche, ma il risultato ci ha ripagato pienamente.  Anche a Capraia abbiamo discusso del rapporto tra grandi città e piccoli centri, con un documento finale pienamente condiviso da tutti. Abbiamo elaborato proposte precise su nuove forme normative per i Comuni delle aree interne, abbiamo affrontato la necessità di fare rete tra le isole e di continuare il lavoro per i parchi, lanciato da Anci Toscana e ripreso a livello nazionale.

Inoltre abbiamo chiesto di semplificare le norme per le Unioni e le gestioni associate; di confermare la delega sulla forestazione; di risolvere il problema della sanità territoriale, cruciale per tutti i Comuni ma in particolare le aree più lontane; di affrontare il nodo dello smaltimento dei rifiuti. Tutti temi importanti ancora al centro della nostra agenda, che sono sicuro l’associazione porterà avanti con passione e competenza.

L’attività di Anci Toscana è fatta anche di relazioni. Tra noi sindaci e amministratori, con gli altri livelli istituzionali, con le associazioni, il mondo accademico, i sindacati, le professioni,  insomma con tutta la società civile. Relazioni che in questi anni si sono fatte più solide e importanti, grazie ad un impegno costante che ci ha portati a sottoscrivere intese e protocolli in moltissimi ambiti, sviluppando collaborazioni preziose per la nostra attività con riscontri concreti e diffusi. Penso ad esempio alla lotta contro l’evasione fiscale, al contrasto ai crimini informatici, alla difesa del territorio, per lo sviluppo delle telecomunicazioni; e ancora al settore della formazione, con l’attività della nostra Scuola che grazie alla collaborazione con gli ordini professionali si è ulteriormente qualificata e aperta all’esterno con decine di corsi sempre molto seguiti.

Anche grazie a questo lavoro di relazione ed intese Anci Toscana si è ulteriormente rafforzata in molti ed importanti settori, diventando un punto di riferimento sicuro ed autorevole: penso all’eccellente lavoro sulla montagna e sull’agricoltura, al al turismo, alla convegnistica, al servizio civile, alla comunicazione, ai progetti europei, che siano bravissimi a intercettare e che ci permettono di lavorare su temi fondamentali come la lotta al cambiamento climatico, la rigenerazione urbana, la riqualificazione energetica.

Guardate, non è semplice neanche per me ricordare tutte le cose che facciamo, che sono davvero tante, in ogni settore, organizzate con passione e competenza. Non credo proprio di esagerare se dico che la struttura di Anci Toscana è un motore inesauribile che gira sempre al massimo e ti permette di guidare con grande serenità, a volte quasi con il pilota automatico. A partire dal direttore Simone Gheri, che in questi anni ha portato avanti il lavoro dell’associazione, letteralmente  trasformandola, con un’eccezionale disponibilità, capacità e spirito di servizio. E poi tutte le donne e gli uomini di Anci Toscana, che con il loro lavoro quotidiano ci hanno permesso di arrivare a questo livello di credibilità ed autorevolezza. Credo che chi verrà dopo di me si potrà rendere conto da subito della qualità del nostro personale, che ringrazio con tutto il mio cuore.

E ora siamo all’oggi. a quest’ultima assemblea che sono chiamato a presiedere.   Molti di voi continueranno il loro mandato, altri si ricandidano, altri ancora sono arrivati alla fine del loro percorso di primi cittadini. Io sono fra questi. Credetemi, sono stati 10 anni fantastici. Faticosi ma bellissimi. Nonostante l’impegno totalizzante come  sindaco di Prato, occuparmi della nostra associazione è stato un ‘di più’ che rifarei cento volte.

E’ stata una responsabilità che mi ha fatto crescere come amministratore e come persona. Il rapporto con voi mi ha arricchito, mi ha fatto capire meglio i problemi, mi ha messo in contatto con persone fantastiche che come me dimostrano ogni giorno nei fatti il loro amore per le loro città, per le comunità, per il bene comune.  E anche a tutti voi non posso che dire grazie dal profondo del mio cuore.

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