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A Prato la giornata ‘Innovare per competere. Le nuove sfide della manifattura’, protagonisti sabato 29 novembre i riformisti Pd con Matteo Biffoni, a Prato sindaco 2014-2024, nonché il consigliere regionale più votato di sempre con oltre 22mila preferenze.
A Montepulciano, siamo in provincia di Siena, la tre giorni ‘Costruire l’alternativa’ ai Giardini di Poggiofanti, organizzata dalle aree dem che al congresso hanno sostenuto Elly Schlein, guidate da ex ministri: Areadem di Dario Franceschini, la sinistra di Andrea Orlando e gli ex-art.1 di Roberto Speranza, ex ministro salute in fase Covid.
Iniziativa in cui domenica 30 novembre è attesa in chiusura la leader dem Elly Schlein.
In entrambi gli appuntamenti, centinaia di presenti. Oltre 1.200 a Montepulciano, tanto da cambiare location last minute il Pd con una tensostruttura che potesse ospitare tutti.
A Montepulciano tra i relatori l’europarlamentare Dario Nardella, ex sindaco di Firenze, i deputati Gianni Cuperlo e Debora Serracchiani. E Maurizio Landini, segretario generale Cgil.
Un incontro, quello Pd a Prato di scena a ‘Il Garibaldi Milleventi’, che ha visto protagonisti, tra gli altri, l‘europarlamentare Giorgio Gori, già sindaco di Bergamo in fase pandemia, organizzatore dell’evento con Biffoni, Antonio Mazzeo, vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, i senatori Simona Malpezzi e Filippo Sensi.

A introdurre l’evento a Prato Matteo Biffoni: “Non c’è spaccatura, non c’è contrapposizione con nessuno. Siamo qui per arricchire la discussione del Pd, per allargare il perimetro del Pd. Se vogliamo essere competitivi per il Governo del Paese quando ci saranno le elezioni politiche dobbiamo passare da questi pezzi di dialogo e di confronto. Far sentire la propria voce all’interno di un partito è utile. Serve anche una discussione su temi specifici che certe volte possono esprimere sensibilità diverse. Non è lesa maestà, ma volontà di arricchire il perimetro operativo del Pd, la sua capacità di racconto al Paese. Con piena consapevolezza che rispettiamo esiti congressuali. Con altrettanta piena consapevolezza diciamo anche che siamo donne e uomini che nel partito ci stanno, ci staranno e vogliono dare un contributo importante alla costruzione della proposta politica. Lo chiediamo con rispetto, senza sbraitare e senza gomiti alti, ma chiediamo la dignità politica di discussione all’interno del Pd. Con un pizzico di arroganza pensiamo di essere parecchio utili”.
Andrea Orlando da Montepulciano: “La riunione dei riformisti Pd a Prato è un controcanto rispetto a quella in corso a Montepulciano? Non credo che questo sia lo scopo. Anzi voglio dire che le proposte che sono state messe in campo sono assolutamente condivisibili e quando ci sarà occasione saranno recepite dal libro verde che stiamo cercando di trasformare in un libro bianco con il concorso di tutto il partito sulle politiche industriali”.
Marco Sarracino, deputato e componente segreteria nazionale Pd: “Da Montepulciano vogliamo rafforzare la leadership di Elly Schlein e consolidare la costruzione di un’alternativa plurale e credibile”.
Dario Nardella: “Credo che per costruire un’alternanza e un’alternativa al governo Meloni sia venuto il tempo di inserire la sicurezza anche nel nostro programma nazionale come ha detto anche Elly Schlein quando a Bologna con i sindaci del Pd ha messo l’accento su questo tema”.
Maurizio Landini: “Siamo di fronte a un rischio concreto di deindustrializzazione. In questa legge di bilancio, alla parola investimenti pubblici, la cifra è zero. Gli unici investimenti sono per il riarmo. Stellantis non produrrà più di 300 mila auto, che dovrebbe essere la produzione di un solo stabilimento. Non c’è alcuna idea di politica industriale”.
Giorgio Gori a Prato: “L’obiettivo è provare a rendere più competitivo e resiliente il tessuto industriale del Paese”. Indicando proposte per la segreteria di Elly Schlein che dunque è attesa a Montepulciano domenica 30 novembre.
Antonio Mazzeo a Prato: “Dopo molto tempo torno a sentire in un’iniziativa del Pd parole come crescita e sviluppo: è da lì che bisogna ripartire. La redistribuzione si fa solo in due modi: o si cresce, oppure si fa debito pubblico. E io penso che l’unica strada sia far crescere questo Paese. Tutti lo hanno detto: il nostro problema non è la mancanza di lavoro, ma la preparazione delle persone. Servono formazione continua, Its moderni, dottorati industriali, una scuola capace di preparare all’intelligenza artificiale”.
Poi Mazzeo: “Una sinistra moderna deve avere l’ambizione di non limitarsi ai sussidi, ma piuttosto a creare benessere per ridurre le disuguaglianze, costruire nuova e buona occupazione, anticipare il progresso, leggere i cambiamenti e dare risposte concrete ai bisogni quotidiani delle persone. E, al tempo stesso, deve impegnarsi per costruire nuovi diritti in grado di tutelare chi svolge nuovi lavori e che diritti non ne ha. Solo così potremo davvero costruire un’alternativa in grado di battere le destre e tornare al governo del Paese”.



