FIRENZE – È stata approvata ieri (11 febbraio) dal consiglio regionale della Toscana la proposta di legge al Parlamento sul riconoscimento dello Stato di Palestina. L’atto ha ricevuto 23 voti favorevoli del Partito Democratico, Casa Riformista, Alleanza Verdi Sinistra, Movimento 5 Stelle. I consiglieri di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Gruppo Misto-Futuro Nazionale non hanno partecipato al voto pur rimanendo presenti in aula.
La legge, di iniziativa della giunta, è costituita da un unico articolo che recita: “L’Italia riconosce lo Stato di Palestina come Stato sovrano e indipendente entro i confini che si conformino alle risoluzioni delle Nazioni Unite e al diritto internazionale”.
L’aula ha accolto all’unanimità l’emendamento presentato dal presidente della giunta, Eugenio Giani, che chiedeva di togliere i riferimenti alla capitale Gerusalemme Est e ai confini del 1967, contenuti nella prima versione del testo della legge. Respinto invece l’emendamento presentato da Fratelli d’Italia.
“La Toscana ha scelto di parlare con chiarezza e con il cuore – ha detto il governatore Giani – Il consiglio regionale ha votato la proposta di legge per il riconoscimento dello Stato di Palestina. Siamo la prima regione in Italia a farlo. È un primo passo, ma è un passo vero, concreto, che nasce dal confronto democratico e che può aprire la strada a un percorso più ampio anche a livello nazionale. Un atto che parla di pace, di diritto internazionale, di diritti umani. Parla del riconoscimento di un popolo e della volontà di costruire un futuro fondato sulla dignità, sulla giustizia e sulla convivenza tra i popoli. La Toscana, ancora una volta, non resta in silenzio. Sceglie di esserci, di prendere posizione, di tenere viva la speranza“.
“L’approvazione della proposta di legge al Parlamento per il riconoscimento dello Stato di Palestina non è un gesto simbolico: è una scelta politica chiara, coerente con la storia e i valori della Toscana. Una terra che ha sempre scelto la pace, la giustizia e la convivenza tra i popoli”. Lo ha dichiarato Antonio Mazzeo, vicepresidente del consiglio regionale della Toscana, dopo il voto. “Non è un tema lontano o astrattamente geopolitico – prosegue –. È una questione di diritti, dignità e responsabilità. Con questo atto intendiamo contribuire ad aprire un dibattito e un percorso parlamentare che coinvolga l’intero paese, affinché l’Italia assuma una posizione chiara e coerente con i principi del diritto internazionale e con l’obiettivo di una pace giusta e duratura”.
“In un tempo segnato da guerre, violenze e troppe ambiguità – conclude Mazzeo – le istituzioni democratiche non possono restare in silenzio: devono assumersi la responsabilità di dire con chiarezza da che parte stanno. Perché la pace non è uno slogan: è responsabilità, è coraggio, è scelta. E si costruisce, passo dopo passo”.
“Abbiamo contribuito in modo determinante a costruire una proposta più completa e coerente – dichiarano Francesco Casini, capogruppo di Casa Riformista in consiglio regionale, insieme ai consiglieri Federico Eligi, Stefania Saccardi e Vittorio Salotti – capace di tenere insieme il riconoscimento dei diritti del popolo palestinese con il diritto alla sicurezza dello Stato di Israele, nel pieno rispetto del diritto internazionale“.
“Con coerenza portiamo avanti la nostra linea politica: sì allo Stato di Palestina, sì allo Stato di Israele. Il principio dei due popoli, due Stati rappresenta per noi l’unica prospettiva credibile per costruire una pace giusta e duratura, fondata sul rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani”.
“Abbiamo accolto con favore l’apertura dell’intera maggioranza alle nostre richieste, perché su temi così delicati è fondamentale ricercare soluzioni condivise, evitando contrapposizioni ideologiche. Il risultato raggiunto oggi dimostra come il dialogo politico possa produrre atti più equilibrati e solidi: è questo il ruolo che intendiamo svolgere in Consiglio. Rivendichiamo inoltre con soddisfazione di aver contribuito a creare un clima di unità dell’aula su un tema di grande rilevanza internazionale: un segnale importante che va nella direzione della responsabilità istituzionale. Casa Riformista continuerà a sostenere con convinzione questa prospettiva – concludono – perché crediamo che questa sia l’unica strada credibile per la pace“.



