SCANDICCI – Un normale controllo per la verifica delle normative lavorative si è trasformato in un grave episodio di violenza. Nella giornata di venerdì, all’interno di un cantiere edile situato nel territorio di Scandicci, una squadra di ispettori del lavoro ha subito un’aggressione fisica mentre era impegnata a svolgere le proprie funzioni di vigilanza.
A denunciare pubblicamente l’accaduto è la Fillea Cgil di Firenze, che attraverso una dura presa di posizione esprime profonda indignazione per un fatto che, secondo i rappresentanti dei lavoratori, non rappresenta purtroppo un’eccezione isolata. L’organizzazione sindacale definisce l’attacco un gesto vile, un affronto diretto non solo ai pubblici ufficiali coinvolti, ma all’intero tessuto economico composto da aziende oneste e da una manodopera che opera nel rispetto della legge.
Il settore delle costruzioni viene descritto come un ambito ad altissimo rischio, spesso ostaggio di logiche orientate al profitto facile a discapito della vita umana. Sotto la lente d’ingrandimento finiscono in primo luogo le gravi carenze in materia di prevenzione della salute: dalla mancanza dei necessari dispositivi di protezione individuale all’assenza di un’adeguata formazione, fino all’apertura di aree di lavoro prive dei requisiti minimi; fattori che si traducono inevitabilmente in incidenti mortali o infortuni che potrebbero essere evitati. A questo scenario si aggiunge la piaga della filiera irregolare, caratterizzata da cooperative fittizie, lavoro nero, ‘caporalato’ e dal meccanismo dei subappalti a cascata. Una rete che finisce per far ricadere ogni onere e pericolo sull’ultimo anello della catena, ovvero l’operaio.
Per la sigla sindacale, la violenza scattata durante l’ispezione è la reazione fisiologica di un sistema illecito che non tollera le verifiche. Di fronte a questa emergenza, i rappresentanti dei lavoratori avanzano richieste precise e tempestive alle istituzioni fiorentine. La priorità assoluta è la convocazione di un tavolo in Prefettura per analizzare la tenuta della legalità nei cantieri e istituire una speciale ‘task force’ a supporto di chi effettua i controlli. Gli ispettori, infatti, operano in condizioni di elevata esposizione al pericolo, con forti responsabilità individuali e scarse tutele, motivo per cui viene invocato un netto potenziamento degli organici e delle risorse a loro disposizione.
Tra le rivendicazioni normative figurano lo stop allo scaricabarile nelle catene di affidamento dei lavori, con l’introduzione della responsabilità in solido per chi subappalta in materia di stipendi, versamenti contributivi e standard di sicurezza. Viene inoltre chiesta l’applicazione integrale del contratto nazionale dell’edilizia come requisito imprescindibile per poter operare in qualsiasi sito, sia esso di natura pubblica o privata.
Esprimendo la massima vicinanza e solidarietà ai professionisti aggrediti, la categoria ribadisce la propria intransigenza nel presidio del territorio. “La legalità nei cantieri non si negozia”, è la sintesi del sindacato, che promette di non arretrare nella difesa dei lavoratori, ricordando come la sicurezza rappresenti un diritto inalienabile e il rispetto contrattuale un obbligo assoluto e non una concessione.



