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Precari degli Uffizi, la protesta arriva davanti alla Venere del Botticelli

Esposto uno striscione con la scritta Basta vite precarie proprio dinanzi al capolavoro rinascimentale, oggi presidio nel piazzale

FIRENZE – La protesta dei lavoratori dei musei fiorentini irrompe nel cuore delle Gallerie degli Uffizi, portando il grido contro la precarietà fin davanti alla Venere di Botticelli. Nella mattinata di ieri (5 aprile), i manifestanti aderenti alla mobilitazione promossa dal sindacato Sudd Cobas hanno esposto uno striscione con la scritta Basta vite precarie proprio dinanzi al capolavoro rinascimentale, chiedendo risposte urgenti per i cosiddetti ‘precari storici’ che da mesi si ritrovano senza occupazione e senza salario. La mobilitazione, che va avanti ormai dal 31 marzo con iniziative permanenti durante tutta la settimana di Pasqua, punta il dito contro il sistema degli appalti e la gestione dei servizi museali.

Secondo quanto denunciato dai rappresentanti sindacali, la società CoopCulture, subentrata nella gestione dei servizi di biglietteria e accoglienza, starebbe procedendo all’assunzione di nuovo personale con contratti a chiamata ancora più instabili, mentre i lavoratori che per anni hanno garantito il funzionamento delle sale restano a casa senza stipendio dallo scorso ottobre. “Non è possibile che musei famosi in tutto il mondo si fondino totalmente sul lavoro precario,” ha spiegato Valentina Peri del sindacato di base, ribadendo la necessità di stabilizzare il personale esperto invece di alimentare ulteriormente il sistema della precarietà estrema.

Il calendario delle proteste è fitto e non accenna a fermarsi: dopo il blitz di oggi, i manifestanti si ritroveranno oggi alle 14,30 nel piazzale degli Uffizi, mentre per il 9 aprile è prevista una grande manifestazione in piazza Duomo, sotto la sede della Regione Toscana, in concomitanza con l’incontro dell’unità di crisi. La vertenza varcherà inoltre i confini regionali il prossimo 13 aprile, quando la protesta raggiungerà il ministero della cultura a Roma per chiedere un intervento risolutivo sul sistema malato degli appalti nei beni culturali. I lavoratori sono stati chiari: “non ci sarà tregua finché non verranno garantiti diritti e stabilità a chi permette ogni giorno a migliaia di turisti di godere delle bellezze artistiche fiorentine”.

© Riproduzione riservata

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