FIRENZE – L’avventura europea della Fiorentina targata Stefano Pioli inizia con una dimostrazione di superiorità tecnica che trasforma la trasferta slovacca (campo neutro di Presov) in una formalità, o quasi. Il 3-0 inflitto al Polissya rappresenta un’ipoteca pesantissima sul passaggio del turno in Conference League, maturata attraverso una prestazione dai due volti: devastante in avvio, matura e razionale nella gestione dell’inferiorità numerica durante la ripresa.
La partita si è incanalata immediatamente sui binari graditi ai gigliati, che hanno fatto valere il maggior tasso tecnico senza attendere fasi di studio. Già all’8′, la gara si è sbloccata: la potenza di Kean ha indotto all’errore il portiere Kudryk, la cui deviazione goffa ha trasformato un destro violento dell’attaccante in un autogol che ha spianato la strada. La Fiorentina ha legittimato il vantaggio dominando il campo e trovando il raddoppio alla mezz’ora, al termine di un’azione corale che fotografa le idee di Pioli: strappo di Kean a destra, tocco di Gudmundsson e chiusura sul lato opposto di Gosens, freddo a spedire la sfera sotto la traversa.
Tuttavia, proprio nel momento di massimo controllo, la serata ha rischiato di complicarsi per un eccesso di nervosismo. Pochi istanti prima dell’intervallo, Moise Kean si è reso protagonista dell’episodio che farà discutere: in risposta a una evidente provocazione di Sarapii (una tirata di capelli), l’attaccante ha reagito in modo scomposto. La direzione di gara, severa e univoca, ha punito con il rosso diretto solo il numero 20 viola, graziando l’avversario e costringendo la Fiorentina a giocare tutto il secondo tempo con l’uomo in meno.
È nella ripresa, però, che la squadra ha mostrato i segnali più incoraggianti sotto il profilo della tenuta mentale. Anziché soffrire l’inferiorità, la formazione di Pioli ha abbassato il baricentro con ordine, affidandosi alla sicurezza tra i pali di David De Gea. Il portiere spagnolo è salito in cattedra nei momenti topici, blindando il risultato con due interventi di assoluto livello che hanno spento le velleità di rimonta degli ucraini.
Il sigillo definitivo, quello della tranquillità, è arrivato al 69’ in contropiede. Una ripartenza orchestrata da Ndour ha lanciato in campo aperto Gudmundsson, glaciale nel firmare il 3-0 che chiude virtualmente il discorso qualificazione. La Fiorentina torna a casa con una vittoria netta e convincente, offuscata solo dalla consapevolezza di dover affrontare il ritorno senza il proprio centravanti titolare, vittima di un’ingenuità evitabile in un contesto internazionale.
Il tabellino
Polissya – Fiorentina 0-3
POLISSYA (4-3-3): Kudryk; Kravchenko, Chobotenko (38′st Vialle), Sarapii (38’st Beskorovainyi), Korniichuk (15′st Goncalves); Lednev, Babenko, Adriyevskiy (31′st Costa); Hutsuliak, Filippov (15′st Haiduchyk), Nazarenko. A disp.: Volynets, Ulihanets, Karaman, Mykytiuk. All.: Rotan.
FIORENTINA: De Gea; Comuzzo, Pongracic, Ranieri (41′ st Viti); Dodo, Ndour (41′ st Fazzini), Sohm (31′ st Sabiri), Fagioli, Gosens 7 (31′st Parisi); Kean, Gudmundsson (25′st Dzeko). A disp.: Lezzerini, Martinelli, Marì, Richardson, Viti, Fortini, Kouadio, Braschi. All.: Pioli.
ARBITRO: Aghayev (Azerbaijan)
RETI: 8′pt aut.Kudryk, 32′pt Gosens, 24′st Gudmundsson.
NOTE: Espulso Kean al 44′pt. Ammoniti Gosens, Korniichuk. Angoli: 5-3. Recupero: 2′ pt; 3′ st.



