TORINO – La storia si ripete, o quasi. Nella lunga tradizione delle sfide tra Torino e Fiorentina — giunte al capitolo numero 153 — l’equilibrio regna sovrano, e lo 0-0 maturato allo Stadio Olimpico Grande Torino ne è la fedele rappresentazione. Dopo il pareggio di Cagliari, la formazione di Stefano Pioli incassa un altro segno “X”, il secondo consecutivo, che muove la classifica ma lascia irrisolto il nodo della concretezza offensiva. Se i padroni di casa dovevano riscattare il pesante passivo di San Siro, i viola avevano il compito di dare un segnale di crescita: ne è uscita una gara bloccata, a tratti vibrante, ma priva del guizzo decisivo.
L’assetto tattico scelto da Pioli, con Piccoli preferito a Dzeko per affiancare Kean e un centrocampo ridisegnato con Sohm dal primo minuto, ha inizialmente prodotto un buon volume di gioco. Tuttavia, la cronaca del primo tempo è il racconto di un duello a distanza tra i portieri e di un predominio territoriale gigliato rimasto sterile. La Fiorentina ha tremato subito su un’incursione di Casadei, ispirato da Simeone, trovando in De Gea un muro invalicabile, ma ha poi preso in mano le redini del centrocampo.
La produzione offensiva viola è stata generosa ma imprecisa. Kean ha cercato la via della rete con insistenza, provando soluzioni acrobatiche e conclusioni dal limite finite alte, mentre Dodò ha tentato di sorprendere Israel fuori dai pali con un’audace conclusione dalla distanza. L’occasione più nitida per gli ospiti è arrivata al 34′, quando un’imbucata di Sohm ha liberato Piccoli: il destro dell’attaccante, però, ha trovato la risposta pronta del portiere granata. Prima dell’intervallo, c’è stato spazio anche per la potenza di Comuzzo (tiro a lato) e per un nuovo miracolo di De Gea, decisivo nel negare la gioia del gol all’ex Simeone.
La ripresa si è aperta nel segno del coraggio e delle novità. Pioli ha lasciato negli spogliatoi gli ammoniti Sohm e Comuzzo, lanciando nella mischia Fagioli e, soprattutto, il classe 2006 Kouadio, all’esordio assoluto in Serie A. Una mossa che ha testimoniato la volontà di cercare soluzioni fresche, anche se l’inerzia del match è andata progressivamente spegnendosi. Nonostante un avvio aggressivo — con Ranieri e Dodò attivi sulle fasce — la Fiorentina ha faticato a scardinare l’organizzazione difensiva del Torino.
La girandola dei cambi, che ha visto l’ingresso di Ndour, Dzeko e Fazzini per i viola, e di Adams, Lazaro e Gineitis per i granata, ha frammentato il ritmo senza alterare gli equilibri. Le squadre, stanche e forse timorose di perdere, si sono annullate a vicenda fino al triplice fischio. La Fiorentina va alla sosta per le nazionali con due punti in due gare e la consapevolezza che, alla ripresa contro il Napoli al Franchi, servirà ben altro cinismo per puntare alla posta piena.
Il tabellino
TORINO (4-3-3): Israel; Pedersen, Coco, Maripan, Biraghi (30’st Lazaro); Casadei, Asllani (36’st Tameze), Ilic (30’st Gineitis); Ngonge (36’st Aboukhlal), Simeone (16’st Adams), Vlasic. A disposizione: Paleari, Popa, Masina, Ilkhan, Anjorin, Dembele, Zapata, Njie. Allenatore: Baroni.
FIORENTINA (3-4-1-2): De Gea; Comuzzo (1’st Kouadio), Pongracic, Ranieri; Dodo, Sohm (1’st Fagioli), Mandragora (21’st Ndour), Gosens; Gudmundsson (38’st Fazzini); Kean, Piccoli (32’st Dzeko). A disposizione: Lezzerini, Martinelli, Sabiri, Nicolussi Caviglia, Marì, Viti, Fortini, Parisi. Allenatore: Pioli.
NOTE: Ammoniti Sohm, Pongracic, Lazaro



