PALERMO – Il tesoro segreto di Messina Denaro riaffiora dopo decenni tra società offshore, conti esteri e investimenti sparsi in diversi paradisi fiscali. È il risultato della maxi operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo insieme alla Guardia di finanza, che ha portato a tre arresti e a sequestri per oltre 200 milioni di euro.
Secondo gli investigatori, il patrimonio sarebbe stato costruito e nascosto nel tempo grazie ai guadagni del narcotraffico riconducibili al boss mafioso negli anni Ottanta. Un sistema internazionale di società e movimentazioni finanziarie avrebbe poi permesso di reinvestire il denaro lontano dall’Italia, rendendo difficile ricostruirne la provenienza.
Le indagini si sono estese ben oltre i confini italiani coinvolgendo Andorra, Gibilterra, isole Cayman, Lussemburgo, Svizzera, Libano, Principato di Monaco e Spagna. In particolare, gli investigatori si sono concentrati anche su alcune località di lusso della costa spagnola come Marbella e Puerto Banùs.
Al centro dell’inchiesta ci sarebbe una rete finanziaria utilizzata per occultare capitali e beni accumulati negli anni attraverso traffici illeciti. Gli inquirenti parlano di un enorme patrimonio reinvestito tramite società offshore e disponibilità economiche sparse in più Paesi.
L’operazione è stata coordinata dalla procura antimafia di Palermo con il supporto delle autorità giudiziarie e delle forze di polizia straniere che hanno collaborato nelle attività investigative internazionali.
Secondo quanto emerso, gli arrestati sarebbero accusati di aver gestito o favorito il reimpiego di denaro di provenienza illecita con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa.
I dettagli completi dell’operazione saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa alla caserma della Guardia di finanza di Palermo alla presenza dei vertici della Direzione nazionale antimafia.
Il sequestro rappresenta uno dei colpi economici più importanti legati all’eredità finanziaria del boss di Cosa Nostra arrestato nel gennaio 2023 dopo una lunga latitanza durata quasi trent’anni.



