Le infradito vietate in vacanza non sono più soltanto una curiosità legata ai regolamenti locali. In diverse località turistiche europee, infatti, l’utilizzo delle classiche ciabatte estive può trasformarsi in un rischio economico per i visitatori, con multe che in alcuni casi arrivano fino a 2.500 euro.
Il caso più noto riguarda le Cinque Terre, in Liguria, dove da alcuni anni sono state introdotte regole precise per chi percorre i sentieri escursionistici del parco nazionale. Le autorità hanno deciso di vietare calzature considerate inadatte come infradito, sandali aperti o scarpe con suola liscia, ritenute pericolose sui percorsi più ripidi e sconnessi.
L’obiettivo è ridurre incidenti e interventi di soccorso lungo i sentieri frequentati ogni anno da migliaia di turisti. Chi viene sorpreso con scarpe non adeguate può andare incontro a sanzioni molto elevate, che nei casi più gravi possono arrivare fino a 2.500 euro.
Norme simili esistono anche fuori dall’Italia. In Spagna, per esempio, le infradito non sono vietate in spiaggia, ma possono diventare un problema quando ci si mette alla guida. Le autorità stradali ritengono infatti che queste calzature possano limitare il controllo del veicolo e aumentare il rischio di incidenti.
In caso di controlli, la sanzione può arrivare fino a 200 euro.
La stessa linea viene adottata anche in Grecia, dove le multe previste possono toccare i 100 euro, e in Francia, dove le sanzioni salgono fino a 375 euro. In molti casi le norme vengono applicate soprattutto nei contesti legati alla sicurezza stradale o nei percorsi turistici più complessi.
Le restrizioni non riguardano soltanto sentieri e automobili. In alcune strutture turistiche, ristoranti di fascia alta e teatri storici, le infradito vengono escluse per motivi legati al dress code. Diverse località internazionali richiedono infatti un abbigliamento ritenuto più adeguato agli ambienti frequentati. Prima di partire, dunque, può essere utile verificare le regole previste dalla destinazione scelta.



