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Export, Made in Tuscany record con 3,3 miliardi di euro

Coldiretti Toscana con dati Istat: "Risultato storico per commercio agroalimentare". Vino, olio e pasta i prodotti più esportati

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Export, Made in Tuscany record con 3,3 miliardi di euro

Superata per la prima volta la soglia di 3 miliardi di euro di esportazioni di prodotti agroalimentari Made in Tuscany nel mondo.

E’ quanto emerge dall’analisi di Coldiretti Toscana sulla base dei dati Istat sul commercio estero relativi al 2022.

Lo storico risultato, sottolinea Coldiretti Toscana, è arrivato “grazie ad uno straordinario 2022 per l’agroalimentare regionale maturato nel contesto di uno scenario internazionale scombussolato dall’effetto domino sui mercati e sui consumi del conflitto in Ucraina. Le esportazioni di vino, olio, pasta, piante, frutta e ortaggi hanno raggiunto i 3,3 miliardi di euro con un balzo dell’11,7% rispetto al 2021”.

Fabrizio Filippi, presidente Coldiretti Toscana: “Per il nostro Made in Tuscany agroalimentare è un momento memorabile. Mai le nostre imprese agricole avevano esportato così tanto all’estero. Dal 2000 il valore delle esportazioni è cresciuto del 180% passando da poco più di un miliardo agli attuali 3,3 miliardi di euro. Un risultato che premia tutti gli attori delle filiere agricole che hanno puntato sulla qualità delle produzioni, sulla sostenibilità e sulla distintività”.

Con 1,9 miliardi di euro di esportazioni l’Europa si conferma il principale piattaforma di destinazione dei prodotti toscani (+8%) con la Germania primo paese di riferimento con 494 milioni di euro (+14%). Segue poi la Francia con 353 milioni di euro di prodotti commercializzati (+4%). In saldo positivo i flussi verso la Svizzera con 140 milioni di euro (+5%), Paesi Bassi (+3,8%) con 115 milioni di euro e Spagna con 75 milioni di euro (+13,7%). Stabili le esportazioni in direzione del Regno Unito (+0,7%) post Brexit con 206 milioni di euro. Determinante per l’andamento positivo del Made in Tuscany è il mercato degli Stati Uniti il cui valore è aumentato, in appena un anno, del 20% passando da 689 milioni di euro a 827 milioni di euro così come quello del Canada (+23%) con 189 milioni di euro. In forte flessione sono invece le relazioni commerciali con la Cina che marcano un pesante – 23% per un valore complessivo di 41 milioni di euro ma anche con Russia ed Ucraina che ha causa del conflitto si sono fortemente ridimensionate con un crollo rispettivamente del 12,3% e del 52%.

Il vino è il prodotto più esportato con oltre 1,2 miliardi di euro (+10,4%) seguito dall’olio con 855 milioni (+23,3%), poi la pasta con 89 milioni di euro (+25%) e frutta ed ortaggi (+7,4%). Un contributo sempre più determinante alla crescita verticale delle esportazioni nel mondo, evidenzia Coldiretti, arriva dalle 89 produzioni a denominazione, tra Dop e Igp, che valgono complessivamente 1,361 miliardi di euro.

Filippi: “Il successo del nostro agroalimentare va di pari passo con il fenomeno dell’italian sounding che produce, nel mondo, il doppio del valore delle esportazioni. Questo significa che c’è un mercato enorme la fuori convinto di acquistare prodotti toscani ma che in realtà sta acquistando inconsapevolmente dei fake che non hanno alcun legame produttivo o occupazione con la nostra regione. Ecco perché per tutelare i nostri primati è indispensabile puntare su etichettatura d’origine, trasparenza, tracciabilità: elementi distintivi ed imprescindibili che impediscono che vengano spacciati come Made in Italy prodotti di bassa qualità importati che non rispettano i rigidi standard nazionali”.

© Riproduzione riservata

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