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Toscana, cala il numero di giovani senza studio né lavoro

Secondo uno studio Irpet presentato a Firenze, negli ultimi dieci anni è diminuita la quota di ragazzi inattivi tra i 18 e i 29 anni, ma restano criticità

FIRENZE – In Toscana diminuisce il numero di ragazzi che non studiano e non lavorano, ma il fenomeno continua a rappresentare una questione rilevante per il mercato del lavoro e per le politiche giovanili. È quanto emerge da uno studio dell’Irpet – Istituto regionale per la programmazione economica della Toscana, presentato a Firenze nel corso di un convegno dedicato alle politiche per l’occupazione giovanile.

Secondo i dati elaborati su informazioni Istat e Regione Toscana, la quota di ragazzi tra i 18 e i 29 anni che non studiano, non lavorano e non seguono percorsi di formazione è passata dal 22% registrato nel 2015 al 13% nel 2024. Un calo significativo che colloca la regione su livelli migliori rispetto alla media nazionale, che si attesta attorno al 18%.

L’analisi sui Neet è stata illustrata dalla ricercatrice Silvia Duranti durante un incontro organizzato all’Auditorium Sant’Apollonia di Firenze, nell’ambito delle iniziative legate al progetto regionale Talenti in azione. Lo studio evidenzia come il fenomeno sia composto da situazioni molto diverse tra loro e legate a vari fattori demografici, educativi e occupazionali.

La maggior parte dei giovani coinvolti è rappresentata da persone inattive, cioè che non lavorano e non stanno cercando un’occupazione. Questa categoria rappresenta circa il 65% del totale. Un’altra parte significativa riguarda invece giovani che hanno perso il lavoro e sono in cerca di una nuova occupazione.

Dalla ricerca emerge anche una differenza significativa tra uomini e donne. Le ragazze risultano più frequentemente coinvolte nella condizione di inattività, con una percentuale del 17% rispetto al 10% dei ragazzi. Il fenomeno cresce inoltre con l’età: i giovani inattivi sono l’8% tra i 18 e i 19 anni, il 13% tra i 20 e i 24 anni e arrivano al 16% nella fascia tra i 25 e i 29 anni.

Un elemento particolarmente rilevante riguarda l’abbandono scolastico precoce. Secondo l’analisi, circa la metà dei ragazzi che interrompono gli studi dopo la scuola dell’obbligo si ritrova senza lavoro e fuori dai percorsi formativi. Tra i laureati, invece, la quota di giovani senza studio né lavoro è molto più bassa e si attesta attorno al 10%.

Il tema è stato discusso anche durante il convegno dedicato al progetto Talenti in azione, promosso dalla Regione Toscana attraverso il programma europeo Pr Fse+ 2021–2027. L’iniziativa ha finanziato 36 progetti innovativi con uno stanziamento complessivo di 5,8 milioni di euro e ha coinvolto oltre 2.200 giovani in percorsi di formazione, orientamento e accompagnamento al lavoro.

© Riproduzione riservata

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