Referendum giustizia al voto 22 e 23 marzo, scontro politico tra Tomaso Montanari, rettore Università per Stranieri di Siena, storico dell’arte e saggista, e Ignazio La Russa, presidente del Senato.
Il casus belli riguarda le parole pronunciate da Montanari durante l’incontro ‘Le ragioni del no’ tenutosi nei giorni scorsi a Firenze promosso dal Comitato Toscano Società civile per il No. Presenti, tra gli altri relatori, Rosy Bindi e Lella Costa.

Con tanto di replica di La Russa che annuncia le vie legali qualora non arrivino scuse da parte di Montanari. E Montanari che risponde via social “Immagino che tutto questo nervosismo si debba al sì in svantaggio”.
Andiamo per ordine.

La risposta di Montanari arriva via Instagram: “Che la seconda carica dello Stato trovi tempo e parole per una cosa del genere ormai non stupisce, visto che si occupa perfino dei comici di Sanremo e si intrattiene maschiamente sull’avvenenza fisica delle giornaliste. Che la seconda carica dello Stato minacci un cittadino per un’opinione liberamente espressa e argomentata in una campagna referendaria questo invece è grave: e ci dice a che punto siamo. E cosa ci giochiamo con questo referendum: la Costituzione antifascista. che per sempre li ha banditi“.
Quindi: “I fascisti sono stati banditi dalla Costituzione. Banditi, messi al bando. messi fuori legge, estromessi. Loro chiamavano ‘banditi’ i partigiani: ma i banditi, dal primo gennaio 1948 e finché questa Costituzione dura, sono loro. Ed è esattamente per questo che si impegnano a farla cadere”.
Alessandra Nardini, Pd, assessora Regione Toscana, parla di “attacco scomposto di Ignazio Benito Maria La Russa”.
Poi Nardini: “Non si è mai vista la seconda carica dello Stato minacciare di usare le vie legali contro un cittadino, un Rettore, che ha osato criticarla. Ha ragione Tomaso: la destra è nervosa. Evidentemente pensava di vincere a mani basse questo referendum su una riforma che mina il principio sacrosanto dell’autonomia della magistratura e portare avanti il suo disegno autoritario e invece…non andrà così!”
Francesco Michelotti, deputato senese e coordinatore toscano FdI: “Il rettore dell’Università per Stranieri di Siena Tomaso Montanari ha perso l’ennesima occasione per tacere. Dato che non ha propri argomenti consistenti, e soprattutto dimostra di ignorare il contenuto del referendum del quale, durante un incontro a Firenze e del quale si è fatto promotore del no, il solo modo al quale è capace di ricorrere, prassi che ben conosce, è l’insulto. Un insulto grave, mirato ai vertici istituzionali del governo, dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al presidente del Senato Ignazio La Russa, fino ai ministri Carlo Nordio e Francesco Lollobrigida. Il basso registro che da sempre caratterizza Montanari, purtroppo, scredita e mortifica l’Università per Stranieri di Siena, della quale è rettore; un registro indegno, che ci fa chiedere le sue immediate dimissioni, perché chi ricopre un ruolo che dovrebbe essere modello di un alto spessore, non può e non deve permettersi di offendere lo Stato”.
Fiom Toscana: “Esprimiamo la nostra solidarietà a Tomaso Montanari per l’attacco ricevuto dalla seconda carica dello Stato. La critica e il dissenso sono parte essenziale della democrazia. La nostra Costituzione tutela la libertà di espressione, proprio perché il confronto aperto è la base di una società libera.



