Capire cosa vuole davvero il proprio cane o gatto è il sogno di milioni di proprietari di animali. Una start-up cinese sostiene di averlo reso possibile. Meng Xiaoyi, azienda con sede a Hangzhou, ha sviluppato un collare con intelligenza artificiale capace di tradurre abbai, fusa, emozioni e comportamenti degli animali domestici in linguaggio umano. Dall’apertura dei preordini, a inizio maggio, sono già state riservate 10mila unità.
Come funziona
Il dispositivo si indossa intorno al collo dell’animale e sfrutta il modello linguistico Qwen di Alibaba Cloud, addestrato su un vasto archivio di dati vocali che mappano i tratti anatomici e comportamentali di cani e gatti. Il sistema riconosce vocalizzazioni, movimenti ed emozioni e li converte in frasi comprensibili. L’azienda dichiara un tasso di accuratezza prossimo al 95%. Il prezzo di vendita è fissato a 799 yuan, equivalenti a circa 118 dollari. Meng Xiaoyi ha inoltre ricevuto un finanziamento iniziale pari a circa 1 milione di dollari da investitori privati.
Il web non ci crede
Il lancio del prodotto ha diviso l’opinione pubblica online. Da un lato l’entusiasmo di chi sogna finalmente di capire il proprio animale, dall’altro uno scetticismo diffuso e a tratti ironico. Il punto debole del dispositivo, secondo molti utenti, è uno solo: l’azienda non ha reso pubblico alcun rapporto di test indipendenti e l’accuratezza dichiarata del 95% resta al momento impossibile da verificare. Il commento più condiviso sui social sintetizza bene il clima: “Questo non è un traduttore, è un test del QI per gli esseri umani.”
Non è la prima volta che prodotti di questo tipo alimentano discussioni. L’idea di interpretare le comunicazioni degli animali domestici attraverso la tecnologia è un filone in crescita, ma la credibilità scientifica resta il nodo centrale. Senza dati verificabili e test indipendenti, la linea tra innovazione e marketing è sottile.
Il collare con intelligenza artificiale traduttore animali domestici di Meng Xiaoyi è ancora in fase di preordine. Nessuna data ufficiale di disponibilità al pubblico è stata comunicata. La vera sfida per l’azienda sarà dimostrare, numeri alla mano, che il sogno di parlare con il proprio animale non è solo un’attraente promessa commerciale.



