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Melanoma con metastasi cerebrali, lo studio NIBIT-M2 rivoluziona le cure: sopravvivenza oltre il 30% a 10 anni

I risultati finali dello studio NIBIT-M2 presentati al congresso dell’Asco mostrano dati senza precedenti grazie alla combinazione di ipilimumab e nivolumab

Un risultato storico cambia le prospettive di cura per i pazienti colpiti da melanoma e metastasi cerebrali, una condizione clinica che in passato era associata a una prognosi del tutto sfavorevole e a un’aspettativa di vita di pochissimi mesi. Al congresso dell’American Society of Clinical Oncology (Asco) in corso a Chicago, sono stati presentati i dati finali dello studio NIBIT-M2, che per la prima volta al mondo dimostra una sopravvivenza superiore al 30% a 10 anni in questa categoria di pazienti grazie all’utilizzo della doppia immunoterapia.

La ricerca, promossa da Fondazione NIBIT, è stata realizzata dall’unità operativa complessa di Immunoterapia oncologica dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese. Si tratta del periodo di osservazione più lungo mai documentato a livello internazionale per pazienti con tumore della pelle e localizzazioni secondarie al cervello che non avevano ricevuto precedenti trattamenti sistemici. I risultati scientifici dello studio clinico di fase III sono stati illustrati durante una sessione orale del congresso statunitense da Anna Maria Di Giacomo, professore ordinario di Oncologia medica dell’università di Siena e responsabile delle sperimentazioni cliniche del Centro di immuno-oncologia.

La presenza di lesioni tumorali nel cervello ha rappresentato a lungo la sfida più complessa nella gestione del cancro. “Le metastasi cerebrali da melanoma – spiega Di Giacomo – sono associate a una gestione clinica molto complessa. Per molti anni questi pazienti non hanno avuto opzioni terapeutiche efficaci”. La sperimentazione ha messo a confronto la chemioterapia tradizionale con due diverse combinazioni immunoterapiche, dimostrando la netta superiorità del trattamento congiunto di ipilimumab e nivolumab.

I dati registrati dopo oltre dieci anni di follow-up evidenziano che nel gruppo trattato con la doppia immunoterapia la sopravvivenza globale a 10 anni è pari al 32%, mentre quella specifica per la malattia ha raggiunto il 36%. Un altro elemento significativo emerso dal monitoraggio riguarda l’interruzione delle cure: tra le persone in vita a dieci anni dall’inizio del protocollo, il 70% non ha più assunto alcuna terapia antitumorale, a testimonianza di un controllo della patologia che si mantiene stabile e duraturo nel tempo anche dopo la sospensione dei farmaci.

“Lo studio mostra che l’immunoterapia può essere efficace anche in presenza di metastasi cerebrali asintomatiche e che il beneficio può mantenersi nel lunghissimo periodo”, commenta Michele Maio, presidente di Fondazione NIBIT e direttore dell’Immunoterapia oncologica senese. Il progetto ha previsto inoltre l’analisi del Dna tumorale circolante nel sangue attraverso la biopsia liquida, uno strumento non invasivo che in futuro potrebbe aiutare i medici a identificare in anticipo i pazienti che possono ottenere la risposta più duratura da questo approccio terapeutico contro il melanoma e metastasi cerebrali.

© Riproduzione riservata

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