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Teatro Politeama Pratese 2024/25: Albanese, Papaleo, Massini

Stagione al via il 15 ottobre 2024. Apre Drusilla Foer. Tra i protagonisti Pamela Villoresi, Milena Vukotic, Enzo Decaro, Alessandro Haber, Umberto Orsini, Alessio Boni, Neri Marcorè

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PRATO – Teatro Politeama Pratese 2024/25, ecco gli spettacoli di scena sotto i riflettori del Teatro Politeama Pratese

Martedì 15 e mercoledì 16 ottobre 2024 ore 21 VENERE NEMICA

scritto da Drusilla Foer e Giancarlo Marinelli
regia Dimitri Milopulos
con la partecipazione di Elena Talenti                                                                        produzione artistica di Franco Godi per Best Sound
produzione esecutiva Savà Produzioni Creativ
e

Drusilla Foer torna a calcare il palcoscenico del Politeama Pratese dopo il successo di Eleganzissima nel 2016, recuperando le due tappe pratesi della tournée interrotta a primavera. Ispirato alla favola di Apuleio Amore e Psiche, Venere Nemica rilegge il mito in modo divertente e commovente allo stesso tempo, in bilico tra tragedia e commedia, declinando i grandi temi del classico nella contemporaneità: la competizione fra suocera e nuora, la bellezza che sfiorisce, la possessività materna nei confronti dei figli, il conflitto secolare fra uomini e Dei. Una pièce teatrale arricchita dalla musica con un repertorio inaspettato, intenso crudele, a tratti musical, interpretato insieme a Elena Talenti.

Sabato 26 e domenica 27 ottobre 2024 ore 21 I RAGAZZI IRRESISTIBILI

di Neil Simon                                                                                                              con Umberto Orsini, Franco Branciaroli e con Flavio Francucci, Chiara Stoppa, Eros Pascale, Emanuela Saccardi                                                                                                  Regia Massimo Popolizio                                                                                                  Scene Maurizio Balò
Produzione Teatro de Gli Incamminati, Compagnia Orsini, Teatro Biondo Palermo

Massimo Popolizio dirige una coppia di fuoriclasse in uno spettacolo che è un omaggio al mondo degli attori, alle loro piccole manie e tragiche miserie. Due anziani attori di varietà che hanno lavorato insieme per tutta la vita formano un duo diventato famoso (I ragazzi irresistibili) chiamato a riunirsi undici anni dopo per una sola sera, in occasione di una trasmissione televisiva che li vuole insieme, per celebrare la storia del glorioso varietà americano. The Sunshine Boys di Neil Simon debuttò a Broadway nel 1972 con la regia di Alan Arkin. Numerosi e di grande successo nei decenni successivi gli allestimenti teatrali in tutto il mondo fino alla pluripremiata la versione cinematografica del 1975 diretta da Herbert Ross, con la sceneggiatura dell’autore: protagonisti Walter Matthau e George Burns. Del 1995 è la trasposizione per il piccolo schermo statunitense affidata a due stelle di prima grandezza: Woody Allen e Peter Falk.

Venerdì 8 e sabato 9 novembre 2024 ore 21 ANTONIO ALBANESE – PERSONAGGI

testi di Antonio Albanese, Michele Serra, Piero Guerrera, Giampiero Solari
regia Giampiero Solari
produzione Bea srl

Unica tappa in Toscana di una tournée che tocca pochi teatri in Italia. Antonio Albanese firma uno show unico, scritto – tra gli altri – insieme a Michele Serra, che riunirà alcuni tra i suoi volti più famosi e divertenti, tra monologhi corrosivi e situazioni surreali, a tratti grottesche.
L’artista farà rivivere sulla scena tutti quei personaggi che l’hanno reso amato dal grande pubblico: Epifanio, l’Ottimista, il Sommelier, Cetto La Qualunque, Alex Drastico e Perego. Personaggi che incarnano le nevrosi, l’alienazione e la solitudine che caratterizzano i rapporti umani: sullo sfondo, la disgregazione della famiglia e il vuoto ideologico dei nostri tempi. “Un recital dell’umanità che con ritmo serrato parla di uomini del Sud e del Nord, alti e bassi, grassi e magri, ricchi e poveri, ottimisti e qualunquisti: la realtà diventa teatro attraverso queste maschere e prototipi della nostra società, facce familiari che si ritrovano nel nostro vicino di casa, nell’amico del cuore, in noi stessi. Vorrei che dopo un mio spettacolo tutti si sentissero un po’ meno soli, un po’ più allegri, un po’ più forti, vorrei abbracciarli tutti. La risata è un abbraccio, un bisogno che ci sarà sempre”.

Sabato 16 Novembre ore 21 e domenica 17 Novembre ore 16 OBLIVION – TUTTORIAL: GUIDA CONTROMANO ALLA CONTEMPORANEITÀ

regia Giorgio Gallione
scene Lorenza Gioberti
costumi Erika Carretta
disegno luci Andrea Violato                                                                                produzione Agidi

Dopo il successo di Oblivion Rhapsody, il famoso gruppo comico musicale-teatrale torna sul palcoscenico pratese con un nuovoesilarante spettacolo interamente dedicato alla contemporaneità. Benvenuti su Tuttorial, una realtà alternativa dove Galileo Galilei è una star di TikTok, Leonardo da Vinci non riesce a produrre contenuti virali e Marco Mengoni canta all’Ikea. Con il virtuosismo dei loro arrangiamenti, effetti sonori avveniristici e quella innata voglia di distruggere gli schemi, gli Oblivion cantano, suonano, percuotono firmando un anti-musical carbonaro a metà tra avanspettacolo e dj-set. Una sorta di guida per autostoppisti moderni, una bussola di orientamento per tutti, Boomers, Millenials, generazione Z, generazione Alpha e Neanderthal, in quella giungla che è la vita contemporanea dell’uomo nell’era digitale.

Lunedì 25 Novembre 2024 ore 21 IL RACCONTO DELL’ ANCELLA

dal romanzo di Margaret Atwood                                                            traduzione Camillo Pennati
con Viola Graziosi
regia Graziano Piazza                                                                                      produzione Teatro della Città – Centro di Produzione Teatrale

Prima il romanzo, poi una serie tv di successo e ora anche la versione teatrale con Viola Graziosi, nel ruolo di ancella e protagonista del romanzo distopico di Margaret Atwood.
Una rappresentazione estrema e paradossale, in cui le donne sono sorvegliate, dominate da rigorose regole imposte dagli uomini e suddivise in categorie in base al colore dei vestiti. In scena la confessione registrata di un’ancella che porta in sé l’urgenza di un interrogativo che brucia: il suo è un racconto rivolto proprio a noi, donne e uomini di questa società contemporanea. L’ancella ci interroga sulla libertà, in particolare su quelle delle donne. E soprattutto su ciò che ne facciamo, sulla nostra responsabilità.
Diretta da Graziano Piazza, figlia d’arte, Viola Graziosi incanta il pubblico con un monologo drammatico e di sorprendente attualità dando voce al libro della scrittrice canadese scritto nel 1985.

Sabato 30 Novembre ore 21 e domenica 1 dicembre 2024 ore 16 COSÍ È (SE VI PARE)

di Luigi Pirandello
con Milena Vukotic, Pino Micol e Gianluca Ferrato
e con Luchino Giordana, Marco Prosperini, Maria Rosaria Carli, Giorgia Conteduca, Antonio Sarasso, Stefania Barca, Walter Cerrotta, Vicky Catalano, Giulia Paoletti                        regia Geppy Gleijes

Premiata con il David di Donatello per la carriera, Milena Vukotic torna con una delle più belle commedie di Pirandello in un allestimento contemporaneo che la vede in scena insieme a Pino Micol e a Gianluca Ferrato. Così è (se vi pare) è il testo che ha dato inizio alla rivoluzione teatrale di Luigi Pirandello che definiva la sua opera in equilibrio tra “la commedia della curiosità e il dramma ignoto”. Come per la maggior parte del suo teatro, si tratta dello sviluppo di una novella, La signora Frola e il signor Ponza suo genero, che racconta il vano tentativo di far luce in una città di provincia sull’identità della moglie del nuovo segretario di prefettura. Intorno ai tre protagonisti diretti da Geppy Gleijeses si muovono in ologrammi tridimensionali, creati dal grande videoartist Michelangelo Bastiani, piccoli uomini e donne di 50 centimetri di altezza che rappresentano gli altri personaggi dell’opera, alla ricerca di una verità che non esiste: piccola è la loro sfera d’azione, piccolo il loro metro di giudizio. L’idea dell’allestimento nasce da una strepitosa intuizione di Giovanni Macchia, il più rilevante critico di Pirandello: il cannocchiale rovesciato. Le cose più vicine, vissute, torturanti, furono viste con il binocolo rovesciato: da quella distanza che ne permettesse la meditazione assorta o l’ironia o addirittura il grottesco.

Sabato 14 ore 21 e domenica 15 dicembre 2024 ore 16 FANTOZZI. UNA TRAGEDIA

da Paolo Villaggio                                                                                      drammaturgia Gianni Fantoni, Davide Livermore, Andrea Porcheddu, Carlo Sciaccaluga
con Gianni Fantoni, Paolo Cresta, Cristiano Dessì, Lorenzo Fontana, Rossana Gay, Marcello Gravina, Simonetta Guarino, Ludovica Iannetti, Valentina Virando
regia Davide Livermore
scene Lorenzo Russo Rainaldi
costumi Anna Verde
supervisione musicale Fabio Frizzi
luci Aldo Mantovani
produzione Teatro Nazionale di Genova, Enfi Teatro, Nuovo Teatro Parioli, Geco Animation

I direttori megagalattici, la mostruosa genìa impiegatizia, la poltrona in pelle umana, la nuvola di Fantozzi: un grande regista come Davide Livermore porta in scena lo straordinario universo di storie e personaggi scaturito dalla penna di Paolo Villaggio, con Gianni Fantoni nel ruolo del celebre ragioniere. Gli appassionati riconosceranno nello spettacolo episodi diventati proverbiali, dalla partita di tennis nel nebbione mattutino (Batti lei!) alla Corazzata Potëmkin, dalla scena del campeggio a quella in cui Fantozzi si prepara per andare in ufficio sul filo dei secondi, beve il caffè della Pina a 3.000 gradi fahrenheit e prende l’autobus lanciandosi dal terrazzino.
Con i suoi libri e i suoi film Paolo Villaggio non solo ha raccontato come pochi altri le contraddizioni e i paradossi della società italiana, ma ha segnato in modo indelebile l’immaginario collettivo e persino il linguaggio. E Gianni Fantoni, che nella sua carriera ha più volte incrociato Paolo Villaggio, ne raccoglie l’eredità artistica, indossando i panni di un Fantozzi di oggi, tragicamente ‘sfigato’ ma sempre pronto a dare battaglia.

Giovedì 19 Dicembre 2024 ore 21 CARMEN

su musiche di Georges Bizet
coreografie Agnese Omodei Salè e Federico Veratti
scenografia Marco Pesta
compagnia Balletto di Milano

Impreziosita nelle scene e nei costumi, l’esclusiva versione della Carmen del Balletto di Milano promette un balletto ricco di coreografie coinvolgenti: dalla celeberrima Habanera agli appassionati pas de deux, passando per le vivaci e corali danze di Gitani, Soldati e Sigaraie sulle stupende musiche di Georges Bizet. Da una parte l’eroina nata dalla penna di Mérimée, bella e anticonformista, passionale e desiderata, dall’altra il Destino, così ben descritto dall’onnipresente leitmotiv della musica, in un’ammaliante faccia a faccia in cui Carmen comprenderà che l’unico modo per vivere come desidera è piegarsi al fatum e accettare la morte imminente preannunciata dalle carte. È infatti il Destino a mettere sulla strada di Carmen prima Don Josè e poi Escamillo, a svelarsi man mano attraverso i simboli delle carte (l’amore, il tradimento, la morte), ad armare la mano di Don Josè e, nel finale, a portare Carmen con sé. Un classico della danza in cui tradizione e modernità convivono anche nel clima frizzante e vivace dell’originale messinscena di Marco Pesta.

Sabato 21 Dicembre 2024 ore 21 L’AVARO IMMAGINARIO

da Molière/Luigi De Filippo
con Enzo Decaro e Nunzia Schiano
e con la Compagnia Luigi De Filippo (Luigi Bignone, Carlo Di Maio, Roberto Fiorentino, Massimo Pagano, Fabiana Russo, Ingrid Sansone)
adattamento e regia Enzo Decaro
musiche Nino Rota (da “Le Molière Immaginarie”)
musiche di scena ispirate a villanelle e canzoni popolari del ‘600 napoletano
scene Luigi Ferrigno
costumi Ilaria Carannante
disegno luci Luigi Della Monica
produzione I due della Città del Sole

Tra Molière e De Filippo, fra i pensieri di Giordano Bruno e le musiche di Nino Rota, in un teatro dove “tutto è vero e tutto è falso”. La commedia è liberamente ispirata a due delle più celebri opere di Molière (L’avaro Il malato immaginario) ma Enzo Decaro va oltre nel ricreare uno spettacolo che pulsa di vita propria ed è arricchito con tanti riferimenti alla produzione dei fratelli De Filippo, che furono molto attenti alle opere del drammaturgo francese. In sette quadri, un prologo e un epilogo si dipana un viaggio fisico e psicologico attraverso l’Europa, con una compagnia di giro in fuga dalla peste verso Parigi e alla perenne ricerca del piatto da mettere in tavola: sullo sfondo, le musiche di Nino Rota tratte da Le Molière immaginarie con villanelle e canzoni popolari del Seicento napoletano. Una commedia che è anche una tragedia, un teatro che parla di teatro e di vita sferrando una critica alla società del tempo, dominata da superstizione, ignoranza e corruzione.

Venerdì 27 Dicembre 2024 ore 21 A CHRISTMAS CAROL – IL MUSICAL

ispirato al racconto di Charles Dickens
con Roberto Ciufoli
regia e coreografie Fabrizio Angelini                                                                    musiche Alan Menken
liriche Lynn Ahrens
libretto Mike Ockrent e Lynn Ahrens
direzione musicale Gabriele De Guglielmo
scene Gabriele Moreschi
produzione Compagnia dell’Alba, Aurora Eventi

Roberto Ciufoli veste i panni di Ebenezer Scrooge nel grande classico natalizio di Charles Dickens proposto nella versione di musical natalizio, con le meravigliose canzoni di Alan Menken (autore, fra gli altri, di La Bella e la Bestia, La Sirenetta, Aladdin). Come nella novella dickensiana, il protagonista è pronto a misurarsi con gli spiriti del Natale passato, del Natale presente e del Natale futuro per cambiare il proprio destino, ma è un personaggio che potrebbe essere facilmente riconducibile a una certa tendenza del mondo di oggi, in bilico fra indifferenza e l’essere asociali, pur nell’epoca dei social. Volto televisivo noto al grande pubblico per “La Premiata Ditta”, doppiatore e attore diviso tra teatro, tv e cinema, Ciufoli porta in scena tutta la verve e ironia che ne hanno fatto un vero mattatore della risata.  Stagione dopo stagione, uno spettacolo applauditissimo da migliaia di spettatori grandi e piccini.

Sabato 4 ore 21 e domenica 5 gennaio 2025 ore 16 LA COSCIENZA DI ZENO

con Alessandro Haber
e con Alberto Onofrietti, Francesco Migliaccio
e Valentina Violo, Ester Galazzi, Riccardo Maranzana, Emanuele Fortunati, Meredith Airò Farulla, Caterina Benevoli, Chiara Pellegrin, Giovanni Schiavo

regia Paolo Valerio
adattamento Monica Codena e Paolo Valerio
scene e costumi Marta Crisolini Malatesta
luci Gigi Saccomandi
musiche Oragravity
video Alessandro Papa
produzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Goldenart Production

Capolavoro della letteratura del Novecento, romanzo antesignano di respiro europeo, ironico e di affascinante complessità, La coscienza di Zeno ha una sua intrinseca e vivace teatralità, per la sperimentazione di una scrittura innovativa e per il suo essere dominata dalla coinvolgente e attualissima figura di Zeno Cosini. La trama, infatti, si dipana dagli appunti del protagonista che si sottopone alle cure dello psicanalista Dottor S cercando, per quella via, di risolvere il suo mal di vivere, la sua nevrosi e incapacità di sentirsi “in sintonia” con il mondo e con la realtà. La coscienza di Zeno è stata sempre interpretata da grandi attori, come Renzo Montagnani, Giulio Bosetti, Alberto Lionello che fu anche protagonista dello sceneggiato Rai e, nella successiva edizione televisiva, Johnny Dorelli. Nel nuovo allestimento a firma di Paolo Valerio, Zeno ha il volto di Alessandro Haber, un attore dal carisma potentissimo e dall’istinto scenico assolutamente personale, che fuori da ogni cliché sa coniugare ironia e profondità in ogni interpretazione.

Domenica 19 ore 16 e sabato 18 gennaio 2025 ore 21 GUERRA E PACE

dal romanzo di Lev Tolstoj
adattamento Gianni Garrera
con Pamela Villoresi, Francesco Biscione, Paolo Serra, Giacinto Palmarini, Federico Vanni e Raffaele Esposito
regia Luca De Fusco
scene e costumi Marta Crisolini Malatesta
luci Gigi Saccomandi
musiche Ran Bagno
produzione Teatro Biondo Palermo, Teatro Stabile di Catania, Teatro di Roma – Teatro Nazionale

Una nuova produzione titanica ispirata al capolavoro della letteratura russa riporta nella sua città la nota attrice pratese Pamela Villoresi. Denso di riferimenti filosofici, scientifici e storici, la versione teatrale del romanzo storico di Tolstoj nella visione registica di Luca De Fusco coniuga la forza della storicità con la precisione drammaturgica. Il gioco di passaggi e continui cambi di fronte, l’alternarsi di proiezioni e apparizioni dal vivo, il forte contributo epico delle musiche restituiscono la potenza di un’opera che indaga i grandi temi dell’umanità e che Tolstoj paragonava alle grandi creazioni omeriche. Mescolando personaggi storici e di fantasia, Tolstoj racconta l’epopea di alcune famiglie aristocratiche russe – i Rostov e i Bolkonskij, depositari dei valori autentici e genuini, intrecciate a quelle dei corrotti e dissoluti Kuragin – sullo sfondo delle guerre napoleoniche, dal 1805 alla travolgente insurrezione di tutto il popolo russo nel 1812. Spiccano, nella moltitudine di personaggi, le figure di Nataša, fanciulla e poi donna di straordinaria purezza e d’indole forte e impetuosa, del principe Andrei, che porta il suo orgoglio nella guerra, nella prigionia e nell’infelice amore per Nataša, dell’enigmatico e complesso Pierre Bezuchov, capace di autentica adesione al “dolore del mondo”. Grandiosa epopea, toccante esplorazione dei lati oscuri e luminosi dell’animo umano, Guerra e pace si ripropone, di generazione in generazione, con immutata immediatezza e rara capacità di avvincere nel profondo.

Lunedì 20 gennaio 2025 ore 21 STEFANO MASSINI – MATTEOTTI
(ANATOMIA DI UN FASCISMO)

con Ottavia Piccolo e i Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo
regia Sandra Mangini
musiche Enrico Fink eseguite dal vivo da I Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo:
Massimiliano Dragoni hammer dulcimer, percussioni
Luca Roccia Baldini basso
Massimo Ferri chitarre
Gianni Micheli clarinetto basso
Mariel Tahiraj violino
Enrico Fink flauto
disegno luci Paolo “Pollo” Rodighiero
scenografia Federico Pian
produzione Argot, Officine della Cultura in collaborazione con Infinito Produzioni
con il contributo di Ministero della Cultura e Regione Toscana

La voce autorevole di Ottavia Piccolo, le parole forti di Stefano Massini, i suoni dei Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo per un appuntamento con la grande Storia. Una storia che si sente l’urgenza di raccontare a teatro, cento anni dopo l’assassinio dell’onorevole Giacomo Matteotti per mano fascista. Matteotti (anatomia di un fascismo) parte dalla testimonianza di chi c’era, di chi ha visto e non si è tirato indietro, per ricostruire quanto Matteotti stesso chiamava il pericolo più grande: il pericolo più grande è quello che non capisci, la malattia che fa morire un uomo è quella che non fa rumore, non ha sintomi, non la senti crescere. Anzi, addirittura ne sorridi. Dopo il successo di Cosa nostra spiegata ai bambini, torna una grande attrice capace di unire teatro e impegno civile affiancata dal pluripremiato drammaturgo Stefano Massini.

Sabato 25 ore 21 e domenica 26 gennaio 2025 ore 16 SHERLOCK HOLMES – IL MUSICAL

ispirato al romanzo di Arthur Conan Doyle
scritto da Andrea Cecchi, Alessio Fusi, Enrico Solito
con Neri Marcorè
regia Andrea Cecchi
musiche Andrea Sardi
liriche Alessio Fusi
scenografie Gabriele Moreschi
coreografie Roberto Colombo e Caterina Pini
costumi Alba Brunelli e Vanessa Rugi
luci Emanuele Agliati
produzione Ad Astra Entertainment e Compagnia delle Formiche

Un’avventura con il grande Neri Marcorè, nei panni del più celebre detective di tutti i tempi, a capitanare un cast di oltre venti eccezionali performer. Produzione nuova di zecca per un musical ricco di colpi di scena, misteri ed enigmi: sullo sfondo, la Londra vittoriana in un avvincente scontro tra bene e male. Tra amicizia, amori e costanti pericoli, al 221b di Baker Street si decideranno le sorti dell’intera Inghilterra. Con il leggendario investigatore nato dalla penna di Arthur Conan Doyle si riavvolgerà il nastro e ci si catapulterà nel lontano 17 giugno 1897, a soli cinque giorni dai festeggiamenti per il sessantesimo anno del regno della Regina Vittoria. Un grande cast artistico, un’appassionante trama, l’atmosfera della Londra del 1897 con le sue ingiustizie, i suoi vicoli fumosi e le tensioni sociali. Leggerezza e drammaticità si alterneranno sulle note di una colonna sonora orchestrale che trascinerà lo spettatore in un vortice di emozioni. Le imponenti scenografie riprodurranno un’ambientazione autentica e suggestiva, degna delle migliori avventure di Sherlock Holmes, mentre i costumi evocheranno l’epoca vittoriana con grande attenzione ai dettagli. Giochi di contrasto tra luci soffuse e ombre profonde esalteranno le tensioni e i misteri della storia.  Un musical che combina tensione, umorismo e azione in un’opera che promette di entrare nel cuore di tutti gli spettatori.

Sabato 1 ore 21 e domenica 2 febbraio 2025 ore 16 L’ISPETTORE GENERALE

di Nikolaj Gogol’
con Rocco Papaleo
e con Elena Aimone, Giulio Baraldi, Letizia Bravi, Marco Brinzi, Michele Cipriani, Salvatore Cutrì, Marta Dalla Via, Marco Gobetti, Daniele Marmi, Michele Schiano Di Cola, Marco Vergani
adattamento e regia Leo Muscato
musiche originali Andrea Chenna
scene Andrea Belli
costumi Margherita Baldoni
luci Alessandro Verazzi
produzione Teatro Stabile di Bolzano, Teatro Stabile Torino – Teatro Nazionale, TSV -Teatro Nazionale

Una satira feroce che si prende gioco delle piccolezze morali di chi ha in mano il potere e si considera intoccabile. Il popolare Rocco Papaleo è protagonista dell’opera più discussa della letteratura russa di tutti i tempi. Siamo in un mondo in cui dominano l’ingiustizia e il sopruso, fra corruttori e corrotti, sfruttati e sfruttatori, in cui sfera pubblica e privata si mescolano e si confondono. È l’annuncio della visita di un ispettore generale a gettare nel panico piccoli e grandi burocrati di una cittadina russa. Dialogo dopo dialogo, tutti gettano la maschera della propria paura e ne restano accecati, in un vortice di preoccupazioni dettate sia da bassi istinti di sopravvivenza che da ragioni esistenziali, facendo venire a galla opportunismi e ipocrisie. Il testo, adattato e diretto da Leo Muscato, è l’espressione emblematica del teatro gogoliano e del suo tentativo di denunciare, attraverso il riso e la comicità, la burocrazia corrotta della Russia zarista, purtroppo ancora attuali. Uno dei più grandi capolavori della drammaturgia russa, scritto nel 1836, rivela oggi la sua drammatica attualità. Il testo di Gogol è molto più metaforico che naturalistico perché non fa riferimento nell’ambientazione a una concreta località russa, ma un piccolo microcosmo sociale autosufficiente, perfettamente isolato, nel quale l’autore fa confluire tutto il male osservato in Russia. Il nuovo allestimento dell’opera prende spunto proprio da questo isolamento, da questo essere altrove, lontano dai confini dell’impero, e forse da tutto il resto del mondo.

Sabato 15 ore 21 e domenica 16 febbraio 2025 ore 16 FAME – SARANNO FAMOSI

da un’idea di David De Silva
testi José Fernandez
liriche Jacques Lévy
traduzione e adattamento Luciano Cannito
con Barbara Cola, Garrison Rochelle, Lorenza Mario e Stefano Bontempi
regia Luciano Cannito
scene Italo Grassi
costumi Maria Filippi
musica Steve Margosh
direzione musicale Giovanni Maria Lori
produzione Fabrizio Di Fiore Entertainment

Alzi la mano chi negli anni Ottanta non ha ballato e cantato con il film di Alan Parker, sulla colonna sonora di Fame, autentico tormentone di quell’epoca. Poi venne la famosa serie televisiva nata dal successo cinematografico ma anche un musical del 1988 ideato da David De Silva e Josè Fernandez che ha appassionato intere generazioni. Il titolo è talmente famoso da essere entrato nell’immaginario collettivo come un fenomeno leggendario e intramontabile della cultura pop. Nel musical si racconta la vita degli allievi e degli insegnanti della rinomata ed esclusiva scuola di Performing Arts a New York. Il duro lavoro, la competizione artistica, il sudore, la passione, gli amori, le sconfitte ed i successi: tutto è mosso dal desiderio di mettere ali al proprio sogno, quello di entrare a far parte del mondo dello spettacolo. Una storia che a distanza di quarant’anni continua a emozionare nuove generazioni di pubblico come promette questa nuova produzione trasportata fino ai giorni nostri e firmata dal brillante Luciano Cannito, nella duplice veste di regista e coreografo. I celebri personaggi di “Fame” saranno impersonati da un cast affiatato, capitanato dai talenti di Lorenza Mario, Garrison Rochelle e Stefano Bontempi.

Martedì 18 e mercoledì 19 febbraio 2025 ore 21 MARCO BALIANI – ARLECCHINO?                                                                                                                      produzione Gli Ipocriti Melina Balsamo in coproduzione con Teatro Stabile del Veneto

Metti un’icona della tradizione della Commedia dell’arte come la maschera di Arlecchino e Andrea Pennacchi la indosserà portandola nell’universo contemporaneo. Andrea Pennacchi, noto al grande pubblico per il personaggio di Pojana, interpreta un uomo di oggi ingaggiato per fare Arlecchino. Proprio dalla contrapposizione tra la maschera e la realtà odierna nasceranno situazioni esilaranti, dissacranti visioni e imperdibili scontri. E Arlecchino attraverserà, con la sua goffaggine e la sua furbizia, tutti gli orizzonti dello spirito umano che in ogni epoca mostrano le proprie eterne contraddizioni. Pennacchi si cuce addosso un Arlecchino vivace e rivisitato in chiave contemporanea, un personaggio che, per dirla con le parole del regista Marco Baliani, «riunisce frammenti di cabaret, burlesque, avanspettacolo, commedia, dramma». Un personaggio più che una maschera, senza perdere la sua essenza originaria. Un Arlecchino? in punto domanda, con la consapevolezza di andare oltre la tradizione di Goldoni.  Uno spettacolo, impreziosito da musiche dal vivo, sul potere terapeutico della risata, anche quando è un po’ cattiva, perché mordere fa sempre bene.

Sabato 15 ore 21 e domenica 22 marzo 2025 ore 16 LA PULCE NELL’ORECCHIO

regia Carmelo Rifici
scene Guido Buganza
costumi Margherita Baldoni
luci Alessandro Verazzi
musiche Zeno Gabaglio
produzione LAC Lugano Arte e Cultura, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa

Uno dei registi più sensibili del teatro italiano sceglie la macchina comica di un vaudeville di Feydeau per esplorare i vasti territori della comicità. Esilarante storia di una presunta infedeltà e dei mille equivoci innescati da una moglie sospettosa, la commedia valorizza lo spirito giocoso della scrittura di Feydeau, liberando i singoli personaggi dal contesto borghese ed esaltando i ruoli femminili. Il risultato è una girandola di equivoci, malintesi e scambi di persona esilaranti, dove ognuno prova a salvare le apparenze. Un brillante cast di dodici attori, per un’avvincente riscrittura firmata dallo stesso Rifici insieme a Tindaro Granata. Scritta nel 1907, La pulce nell’orecchio racchiude tutti gli elementi cari al vaudeville: burlesque, qui pro quo, malintesi, scambi di persona, tutti ingredienti che concorrono a dare vita a un testo rappresentato con una macchina scenica “matematica”, come nella miglior arte di Feydeau. Siamo di fronte a una farsa sul linguaggio, o meglio, a una farsa di linguaggi. I rapporti umani sono costruiti sulla sagacia delle parole ma, a differenza delle grandi commedie di Shakespeare, il commediografo francese impone allo spettacolo un orologio di rara precisione che porta i suoi personaggi e il loro modo di parlare oltre il “gioco” linguistico fine a se stesso, di puro intrattenimento ed evasione, con lo scopo di estrapolarne il massimo potenziale teatrale e la massima ridicolaggine umana.

Sabato 22 ore 21 e domenica 23 marzo 2025 ore 16 ILIADE. IL GIOCO DEGLI DEI

testo di Francesco Niccolini
liberamente ispirato all’Iliade di Omero
con Alessio Boni e altri sette attori

L’immortale poema omerico, nella sua trasposizione teatrale, diventa l’occasione per confrontarsi con i miti più antichi della poesia occidentale e con la madre di tutte le guerre, argomento che rimane di stretta attualità. Alessio Boni è il protagonista della nuova riscrittura di un caposaldo della letteratura occidentale, che canta di un mondo in cui l’etica del successo non lascia spazio alla giustizia e gli uomini non decidono nulla, ma sono condizionati dagli dèi in una lunga e terribile guerra senza vincitori né vinti. Ci sono tutti i semi del tramonto del nostro Occidente in Iliade che, come accade con la grande poesia, contiene anche il suo opposto: la possibilità di assumersi le responsabilità, la libertà di scegliere e di dire no all’orrore: questo è l’assunto intorno al quale Roberto Aldorasi, Alessio Boni e Marcello Prayer, registi dello spettacolo, hanno ideato Iliade. Il gioco degli dèi.

Sabato 5 ore 21 e domenica 6 aprile 2025 ore 16 SALVEREMO IL MONDO PRIMA DELL’ALBA

uno spettacolo di Carrozzeria Orfeo

Stavolta Carrozzeria Orfeo, ormai consolidata presenza nel nostro cartellone di prosa, ci porterà in uno satellite nello spazio dove scorre la vita tragicomica di alcuni ospiti di una clinica di riabilitazione di lusso, specializzata nella cura delle dipendenze contemporanee (sessuali, affettive, da lavoro, da psicofarmaci). Tutti vittime, tutti prodotti di un mondo dove parole come comunità e gentilezza sono quasi del tutto bandite se non per essere strumentalizzate a fini propagandistici e commerciali. Quello che resta è un’umanità confusa e impaurita, sopraffatta dall’ossessione del continuo doversi vendere, con il terrore che nessuno ti voglia mai comprare. Il tutto viene esplorato in pieno stile Carrozzeria Orfeo, grazie a un occhio sempre lucido e, forse, disilluso, che coglie, con ironia e anche estremo divertimento, i paradossi, le contraddizioni e le deformazioni grottesche della realtà attraverso personaggi strabordanti di umanità, ironia e dolore. Il tema centrale di Salveremo il mondo prima dell’alba, si fonda su una riflessione cara a Carrozzeria Orfeo: l’umanità non potrà essere assolutamente in grado di ritrovarsi unita nel combattere le grandi battaglie da tempo inascoltate come il cambiamento climatico, l’inquinamento, la fame nel mondo e l’ingiustizia. Il motivo? Semplicemente perché non è preparata a farlo.

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