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Antonio Mazzeo: “In Europa per portare la voce della Toscana”

Antonio Mazzeo, Pd, presidente Consiglio regionale Toscana, ingegnere, candidato Europee 2024 al voto 8 e 9 giugno: "Un'Europa di inclusione, rispetto e solidarietà. Un'Europa che abbia a cuore tutti i suoi cittadini"

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Antonio Mazzeo: “In Europa per portare la voce della Toscana”

Antonio Mazzeo, Pd, presidente del Consiglio regionale della Toscana, candidato alle Europee 2024 al voto 8 e 9 giugno Circoscrizione Centro, comprendente con la Toscana anche Lazio, Marche e Umbria.

Mazzeo chiude una campagna elettorale vero e proprio tour de force a bordo della sua Fiat 500 azzurra con le stelle dell’Unione Europea.

All’insegna dello slogan ‘Europa. La nostra casa. Il nostro futuro’.

Antonio Mazzeo, nato il 22 febbraio 1977 a Barile, in provincia di Potenza, è pisano di adozione. Laurea in ingegneria elettronica con indirizzo Biomedicale all’Università di Pisa, master in Management dell’innovazione presso la Scuola Superiore Sant’Anna, Mazzeo a Pisa risiede dal 1996.

L’idea di Europa di Antonio Mazzeo

“L’Europa può e deve essere una fonte di ispirazione per tutti coloro che credono nei valori di giustizia e uguaglianza. Siamo l’Europa dell’I Care di Don Milani. “I Care” è il messaggio che campeggia su una parete della scuola di Barbiana, come dice lo stesso Don Milani, è il motto della migliore gioventù americana, significa “Mi sta a cuore” ed è l’esatto contrario del motto fascista “Me ne frego”.

Questo il bisogno più grande: costruire un’Europa, una comunità in grado di “avere a cuore” tutti i suoi cittadini, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

Mazzeo presidente Consiglio regionale Toscana, eletto nel Comitato Europeo delle Regioni in gennaio 2023. Cosa porta in Europa di questa doppia esperienza istituzionale

“Vorrei portare la voce dell’intera Toscana, dal borgo più piccolo alle città più grande.
Se ci limitiamo a guardare alle grandi aree metropolitane, allora finiamo per accentuare una disparità che può, un passo dopo l’altro, agevolare le destre e sgretolare la tenuta dell’unione. L’Europa esiste per colmare le distanze, non il contrario”.

Impegno di Mazzeo in Europa per la Toscana. In che modo la Toscana farà sentire la sua voce

“Vogliamo portare, prima di tutto, le buone pratiche nate nella nostra regione. Penso all’economia circolare, che nella nostra regione trova già piena attuazione ad esempio nel distretto del Cuoio o in agricoltura, o alla legge sullo psicologo di base che mi piacerebbe diventasse patrimonio di tutta la UE. Sarebbe bello contribuire all’orientamento delle politiche europee in modo che trovino sintonia con la storia e il presente della Toscana, che rappresenta un modello mondiale di equilibrio tra storia, innovazione e ambiente”.

Mazzeo, Toscana in prima linea per quanto concerne l’accoglienza migranti con Livorno e Marina di Carrara ‘porti sicuri’ con Governo Meloni. L’impegno in tema di politica immigrazione europea

“Il tema dell’immigrazione è umanitario ed economico ed è vergognoso pensare di risolverlo costringendo centinaia di persone, in condizioni spesso difficilissime, ad affrontare ancora più giorni di navigazione per arrivare fino alla Toscana. I nostri porti hanno accolto in questi mesi centinaia di donne e di bambini di fronte ai quali è impossibile voltarsi dall’altra parte. I Governi nazionali non possono giocare a scaricabarile sulla pelle di chi cerca condizioni di vita migliore ed è assurdo che l’Italia spenda 800 milioni di euro per un accordo con l’Albania sulla cui attuazione sappiamo poco o niente. Piuttosto utilizzi quelle risorse a difendere la sanità pubblica”.

Come da molte tornate elettorale l’astensione rischia di essere quasi un partito di maggioranza. Mazzeo, perché votare 8 e 9 giugno?

“L’astensione sarà forte perché tanta parte della politica impegnata nella campagna elettorale per le Europee ha pensato di “cavarsela” parlando di altro invece che portando i temi dell’Europa al centro del dibattito spiegandone l’importanza. Il mio slogan, non a caso, è stato invece “Europa, la nostra casa, il nostro futuro” perché è proprio a Bruxelles che si disegna il mondo che sarà e quanto e come potranno arrivare, da lì, risposte concrete ai bisogni quotidiani dei cittadini.

Il PNRR ha finanziato scuole, case della salute, parchi, progetti al servizio delle comunità ma la destra ha votato contro e ora, al governo, vuole tagliare le risorse disponibili. Ecco perché è importante votare e votare Partito Democratico.
Perché è così importante che donne e giovani partecipino alle prossime elezioni europee?
E’ importante che partecipino tutti perché in gioco ci sono due visioni opposte del futuro dell’Europa: da un lato abbiamo chi, come la Lega e figure come Ceccardi, promuove politiche di esclusione, arrivando a suggerire classi separate per i bambini con disabilità, seguendo la visione di persone come Vannacci. Dall’altro, c’è la nostra visione, una visione di inclusione, rispetto e solidarietà.

Inoltre, è in gioco anche il futuro dei diritti delle donne. La destra ha dimostrato più volte l’intenzione di cancellare le conquiste ottenute in decenni di lotte. Questo governo ha usato i soldi del PNRR per consentire alle associazioni pro vita, che nulla possono fare in termini tecnici per aiutare le donne nella loro scelta, di entrare dei consultori e negli ospedali. E per permettere loro di interferire con ogni mezzo nella decisione di interruzione volontaria di gravidanza. Per questo dico che adesso è il momento per agire e dire chiaramente che non accetteremo di tornare indietro. Mi appello dunque principalmente proprio alle donne e ai giovani. Il vostro voto è più importante che mai. Siete il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo. Andiamo a votare e facciamo sentire la nostra voce per un’Europa inclusiva, rispettosa e pacifica.

L’appello al voto è prima di tutto l’invito ad andare a votare, a scegliere, a partecipare alla costruzione del nostro futuro. Si tratta di decidere se vogliamo vivere in un’Europa chiusa e divisa o in un’Europa unita e pacifica. Siamo chiamati a scegliere tra un futuro di speranza e progresso e uno di regressione e divisione. È una scelta tra “noi” e “loro”, tra costruire ponti o erigere barriere. Io so, orgogliosamente, da che parte stare”.

© Riproduzione riservata

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