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Toscana prima Regione in Italia ad approvare una legge sull’uso responsabile dell’intelligenza artificiale

Tra i pilastri l'istituzione dell'Osservatorio regionale, il potenziamento dei Punti Digitale Facile e la Carta toscana dei diritti digitali

FIRENZE – L’Assemblea legislativa della Toscana ha approvato in via definitiva la legge regionale sull’uso responsabile e consapevole dell’intelligenza artificiale, diventando la prima Regione in Italia a dotarsi di una normativa organica sul tema. L’atto conclude un iter iniziato lo scorso 16 febbraio e passato al vaglio delle commissioni consiliari, arricchendosi di emendamenti prima dell’approvazione finale. Il testo si collega al percorso già intrapreso dall’ente tramite la legge 57/2024, il Consorzio Metis e il progetto interregionale Reg4IA.

Tra i pilastri della normativa rientrano l’istituzione dell’Osservatorio regionale sull’IA gestito con Irpet il potenziamento dei Punti Digitale Facile e la Carta toscana dei diritti digitali, che sancisce il diritto dei cittadini ad avere informazioni chiare sugli algoritmi e a richiedere l’intervento umano nelle decisioni amministrative.

Ampio spazio è stato dato alle dichiarazioni dei protagonisti istituzionali. “Con questa legge la Toscana scrive una pagina che va oltre i confini regionali: siamo la prima Regione italiana a dotarci di una disciplina organica sull’intelligenza artificiale, e lo facciamo scegliendo con chiarezza da che parte stare — ha dichiarato il presidente Eugenio Giani —. Non inseguiamo la tecnologia per la tecnologia, la governiamo mettendo al centro le persone, i loro diritti, il loro lavoro. Il percorso che ci ha portato fin qui dimostra che un’IA etica non è uno slogan ma un lavoro paziente di ascolto e di scrittura delle regole. È un atto di responsabilità verso i cittadini toscani, ma anche un contributo che offriamo al dibattito nazionale ed europeo: si può innovare senza lasciare indietro nessuno”.

Sulla stessa linea l’assessore all’innovazione digitale Alberto Lenzi, che ha sottolineato il lavoro di concertazione svolto in questi mesi: “Il voto di oggi chiude un percorso serio, arricchito ad ogni passaggio del confronto con il mondo universitario, la ricerca, le parti sociali e anche con l’opposizione, che ha contribuito con proposte concrete recepite nel testo. Non abbiamo scritto una legge di princìpi astratti: abbiamo costruito gli strumenti concreti di un’IA etica. Senza regole, l’innovazione rischia di ampliare le disuguaglianze; con regole scritte bene, diventa leva di coesione e di sviluppo”.

Il testo è stato integrato dalle proposte del Partito Democratico, in particolare attraverso sedici emendamenti firmati dal vicepresidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo e dal consigliere Matteo Trapani. “Con l’ordine del giorno approvato dall’Aula facciamo un passo ulteriore: candidiamo la nostra regione a ospitare una sede, un nodo o funzioni strategiche del futuro Centro europeo di ricerca sull’IA, il cosiddetto Cern dell’intelligenza artificiale proposto dal premio Nobel Giorgio Parisi — ha affermato Antonio Mazzeo —. Con questa legge scegliamo di non subire il cambiamento, ma di orientarlo. L’intelligenza artificiale deve essere uno strumento di libertà, giustizia sociale e miglioramento dei servizi, capace di potenziare le persone e non di sostituirne la responsabilità, il lavoro e le relazioni».

Sugli aspetti operativi si è espresso anche il consigliere Matteo Trapani: “Di fronte a una trasformazione di questa portata, le Regioni devono assumere un ruolo attivo. Questa legge valorizza il ruolo decisivo delle università e della ricerca. C’è poi un principio per me centrale introdotto dai nostri emendamenti: il tempo risparmiato dalla PA grazie all’IA non deve tradursi in una minore presenza umana, ma in tempo restituito ai cittadini, fatto di più relazioni, cura e servizi di prossimità”

Soddisfazione è stata espressa anche dal capogruppo dem Simone Bezzini, che ha definito la norma “una normativa che promuove un utilizzo consapevole di fronte a una trasformazione epocale”.

Infine, l’aula ha accolto l’ordine del giorno presentato da Francesco Casini, capogruppo di Casa Riformista, orientato allo sviluppo delle infrastrutture tecnologiche sul territorio. “Con questo ordine del giorno chiediamo alla Regione di avviare un percorso condiviso per definire una strategia sulle infrastrutture digitali a supporto dell’intelligenza artificiale, coinvolgendo enti locali, università, centri di ricerca e operatori del settore — ha dichiarato Casini —. L’intelligenza artificiale non significa soltanto algoritmi, regole e tutela dei diritti. Significa anche capacità di innovazione, infrastrutture tecnologiche, ricerca e sviluppo. Se vogliamo che la Toscana sia protagonista di questa trasformazione dobbiamo creare oggi le condizioni per attrarre investimenti. Lo sviluppo delle infrastrutture digitali dovrà naturalmente avvenire nel pieno rispetto della sostenibilità ambientale, puntando sull’efficienza energetica e sul recupero delle aree produttive dismesse”.

© Riproduzione riservata

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