Il targhino per monopattini elettrici è realtà. Da sabato 17 maggio, chi circola senza il nuovo contrassegno identificativo rischia una multa che va da 100 a 400 euro. Con l’entrata in vigore operativa delle norme del Codice della Strada approvato a dicembre 2024, finisce ufficialmente la stagione in cui questi mezzi sfrecciavano anonimi tra marciapiedi e carreggiate, spesso senza che fosse possibile risalire al proprietario in caso di incidente o infrazione.
Cos’è il targhino e come funziona
Il contrassegno è un’etichetta plastificata e adesiva di 6×5 centimetri, non rimovibile, prodotta dal Poligrafico dello Stato. Riporta una combinazione alfanumerica univoca e va applicato sul veicolo a un’altezza compresa tra i 20 e i 120 centimetri da terra. Il principio è lo stesso già adottato vent’anni fa per i ciclomotori sotto i 50 cc: attribuire una paternità certa al mezzo, così da poter identificare il responsabile in caso di sinistro o violazione del Codice della Strada.
Per ottenerlo, il proprietario deve accedere al Portale dell’Automobilista, selezionare la voce dedicata ai monopattini e completare la richiesta caricando un documento d’identità e il modulo firmato scaricabile dal sito. Il pagamento avviene tramite PagoPA e ammonta a circa 37 euro, comprensivi di bolli, diritti di motorizzazione e commissione. Il contrassegno non viene spedito a casa: va ritirato fisicamente presso un ufficio della Motorizzazione Civile, che verrà indicato durante la procedura online. Per i minorenni è necessaria la firma di un genitore; chi proviene da Paesi extra-UE dovrà esibire anche il permesso di soggiorno.
L’assicurazione: perché slitta a luglio
L’obbligo di polizza RC, originariamente previsto in contemporanea, è stato posticipato al 16 luglio 2026. La decisione è frutto di un accordo tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e l’ANIA (Associazione Nazionale Imprese Assicuratrici). Il motivo è tecnico: i sistemi informatici della Motorizzazione e quelli delle compagnie assicurative devono essere resi interoperabili, in modo che le forze dell’ordine possano verificare in tempo reale, con una semplice scansione del targhino, se il mezzo è coperto da assicurazione.
Sul fronte dei costi, le stime parlano di polizze annuali comprese tra i 25 e i 150 euro, a seconda della copertura scelta. Chi possiede già una polizza famiglia dovrà verificare con attenzione le condizioni: le coperture generiche non sono automaticamente valide per veicoli soggetti a obbligo assicurativo, e la nuova polizza dovrà essere collegata al codice del targhino. Chi condivide il mezzo con altri familiari deve inoltre assicurarsi che la copertura si estenda a tutti i conducenti. Da tenere a mente anche il rischio di rivalsa: se l’incidente avviene mentre si viola la legge — per esempio guidando senza casco o con un passeggero a bordo — la compagnia può richiedere indietro le somme pagate a titolo di risarcimento.
Una svolta attesa da anni
Con l’introduzione del targhino per monopattini elettrici e l’imminente obbligo assicurativo, l’Italia completa un quadro normativo che colmava un vuoto evidente. Fino a oggi, chi veniva travolto da un monopattino in fuga non aveva praticamente strumenti per rivalersi sul responsabile. Dal 16 luglio, grazie all’integrazione con il Fondo di garanzia per le vittime della strada, anche chi viene coinvolto in un sinistro con un mezzo non assicurato potrà ottenere tutela. Il monopattino elettrico smette così di essere trattato come un giocattolo e diventa, a tutti gli effetti, parte integrante del sistema della mobilità urbana italiana.



