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martedì 12 Maggio 2026
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Ruba abiti sportivi forzando l’antitaccheggio: in carcere 36enne con divieto di dimora a Lucca

Beccato dalla sicurezza mentre cercava di oltrepassare le casse senza pagare: l'uomo aveva nascosto indumenti per oltre 250 euro all'interno del proprio zaino

LUCCA – Il pomeriggio del 9 maggio, intorno alle 14,45, si è concluso con le manette ai polsi il tentativo di furto messo in atto da un cittadino marocchino, classe 1990, all’interno del punto vendita ‘Cisalfa Sport’, situato nel quartiere lucchese di San Vito. L’uomo è stato infatti bloccato e arrestato dagli agenti della polizia di Lucca.

La dinamica dei fatti ha preso il via quando l’addetto alla sicurezza del negozio ha notato l’individuo aggirarsi tra le corsie della struttura mostrando un atteggiamento sospetto. Tenuto sotto stretta osservazione, il trentaseienne ha forzato e rimosso i sistemi magnetici di sicurezza da alcuni articoli esposti, per poi nasconderli in uno zaino di colore nero.

Il suo tentativo di oltrepassare le casse senza saldare il conto è stato sventato dal pronto intervento del vigilante, il quale ha fermato l’uomo e fatto scattare la segnalazione alla centrale operativa. All’arrivo della pattuglia delle Volanti, i poliziotti hanno perquisito lo straniero, rinvenendo all’interno della sacca tre capi di abbigliamento per un valore commerciale di 250,15 euro. La refurtiva, tuttavia, è risultata irrimediabilmente rovinata e non più vendibile proprio a causa della manomissione violenta dei dispositivi antitaccheggio.

I successivi controlli incrociati sulle generalità del fermato hanno fatto emergere una situazione pregressa: l’uomo risultava già gravato dalla misura cautelare del divieto di dimora all’interno del Comune di Lucca.

Nei suoi confronti è scattato l’arresto con l’accusa di furto aggravato. Nella giornata di ieri, l’Autorità Giudiziaria ha proceduto con la convalida dell’operazione, disponendo per il trentaseienne il trasferimento in carcere. Trattandosi della fase delle indagini preliminari, nei confronti dell’indagato resta pienamente valido il principio della presunzione di non colpevolezza, in attesa che le sue responsabilità vengano eventualmente accertate in via definitiva da una sentenza di condanna irrevocabile.

© Riproduzione riservata

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