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Sui social spopola la dieta biblica: cos’è e cosa prevede

Tra latte crudo, pane con lievito madre e sardine, cresce online il fenomeno del “biblical eating” promosso dagli influencer cristiani

La dieta biblica è diventata uno dei trend alimentari più discussi del momento. Tra video virali, consigli spirituali e promesse di benessere, migliaia di utenti stanno seguendo influencer che sostengono di aver migliorato salute, pelle e umore mangiando soltanto alimenti citati nella Bibbia.

A rendere popolare questo stile alimentare è stata soprattutto Kayla Bundy, creator americana di 27 anni che sui social conta oltre 500mila follower. Nei suoi contenuti racconta di seguire da anni un’alimentazione “biblica”, basata su cibi naturali e poco lavorati come hummus, germogli, miele grezzo, pesce, carne rossa, uova, pane con lievito madre e latticini non pastorizzati.

Tra gli alimenti simbolo del fenomeno ci sono anche il latte crudo, il brodo di ossa bevuto a colazione e le sardine consumate come spuntino. Secondo Bundy, questo approccio alimentare avrebbe migliorato la qualità della pelle, rafforzato i capelli e contribuito a superare un periodo di depressione e stanchezza cronica.

La creator collega il cibo anche a una dimensione religiosa e spirituale. In alcuni post sostiene infatti che “Dio tenga a ciò che mangiamo” e che il cibo possa diventare uno strumento di difesa contro le fragilità personali. Una narrazione che ha trovato spazio soprattutto nella comunità online cristiana americana, dove il tema della salute si intreccia con quello della fede.

Il fenomeno, conosciuto online come biblical eating, non si limita però a un singolo profilo social. Tra le influencer più seguite c’è anche Annalies Xaviera, madre e cuoca casalinga della Florida, che propone una versione meno estrema della dieta biblica, puntando soprattutto su alimenti integrali e pasti preparati in casa.

Dietro il successo della dieta biblica su TikTok c’è anche un vero mercato digitale. Alcuni creator vendono guide alimentari, programmi nutrizionali e sessioni di coaching online a pagamento. Lo stesso fenomeno si inserisce nel filone americano del movimento “Make America Healthy Again”, che promuove il ritorno a cibi considerati più “naturali” rispetto ai prodotti industriali.

Dal punto di vista scientifico, alcuni principi del regime alimentare sono condivisi da molti nutrizionisti: ridurre gli alimenti ultraprocessati, limitare zuccheri e prodotti industriali e consumare più pesce ricco di omega-3 può avere effetti positivi sulla salute. Più controverso è invece il consumo di latte crudo e prodotti non pastorizzati, che possono comportare rischi microbiologici.

Gli esperti sottolineano inoltre che non esistono prove scientifiche capaci di dimostrare che “mangiare come nella Bibbia” garantisca automaticamente benefici fisici o psicologici. La stessa idea di ricostruire fedelmente l’alimentazione dell’antichità viene considerata approssimativa, anche perché le conoscenze nutrizionali moderne sono molto diverse da quelle di migliaia di anni fa.

© Riproduzione riservata

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